Ciao a tutti,
in questi giorni di caldo (tropicale) vi giro questa email che mi ha passato
un mio amico Vds di Cuneo.
Leggetela e poi ditemi se il caldo vi passa o aumenta.
L’ANPAS all'attacco della Croce Rossa?
Sembrerebbe di sì dopo l’approvazione del decreto “milleproroghe” della
scorsa primavera.
Per chi non lo sapesse, a differenza delle altre regioni, nel Piemonte è
sempre stata negata alla Croce Rossa l’iscrizione nel registro del
Volontariato e questo sembrerebbe sia dovuto all’ostruzionismo dell’ANPAS
che ha molti funzionari all’interno della Regione Piemonte. Ovviamente la
causa principale dell’ostruzionismo sono i $oldi, perché entrerebbe in gioco
un’altra figura con la quale spartire i finanziamenti.
Ciliegina sulla torta. Lo scorso mese la centrale operativa del 118 di
Cuneo, che fino ad allora si trovava a Savigliano (CN) in alcuni locali
dell’ASL, è stata spostata a Saluzzo (CN) nei locali della Croce Verde. Uno
spostamento inutile e antieconomico, (in altre parole: politico) tanto più
che Saluzzo si trova ai piedi del Monviso in una posizione non baricentrica
(a differenza della precedente), giustificato dal solo fatto che la Croce
Verde metteva a disposizione del 118 i locali gratuitamente.
Inutile dire che la Croce Rossa si è lasciata sfuggire (causa i soliti
campanilismi e gelosie infantili e miopismo) una grossa opportunità non
offrendo lei stessa i locali, soprattutto se si considera che in provincia
di Cuneo ci sono circa 35 sedi di CRI contro le, forse, 3 della Croce Verde,
quella di Saluzzo e altre due suoi satelliti.
Meditate gente meditate..
…soprattutto adesso che ci sono nuove figure (vedi le Misericordie e le
varie cooperative) che hanno annusato il business dei trasporti sanitari.
Notizia dell’ultim’ora è che l’ispettore (?) del Comitato di Mondovì (CN) ha
creato una cooperativa in un paese vicino (Villanova Mondovì) spostando
alcuni VdS inconsapevoli (?) e spacciandosi, verso il sindaco della
cittadina, per associazione volontaria.
Continuiamo a farci del male.
Picchio
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Lettera pubblicata nella rubrica delle lettere delle pagine locali del
quotidiano “La Stampa” di sabato 1 marzo 2008 e a firma del Presidente ANPAS
del Piemonte. Sembra che la seguente lettera sia stata spedita “a pioggia” a
un po’ tutti i giornali del Piemonte.
Il decreto privilegia la Croce Rossa
All’interno del «Decreto milleproroghe», di imminente approvazione, esiste
un articolo che andrebbe a sancire l’equiparazione della Croce Rossa
Italiana alle associazioni di volontariato con l’effetto di privare
quest’ultime di importanti risorse e fondi necessari allo svolgimento di
servizi a favore della cittadinanza. Inoltre, verrebbe a crearsi una grave
confusione giuridica, perché tale equiparazione riconoscerebbe di fatto alla
Croce Rossa il doppio status di organizzazione di volontariato di diritto
privato e, contemporaneamente, di ente di diritto pubblico. Croce Rossa
Italiana continuerebbe perciò a mantenere le attuali forme di finanziamento
e i privilegi fiscali e gestionali propri degli enti pubblici e in più,
avrebbe accesso a nuove entrate sottratte alle organizzazioni di
volontariato che operano grazie al solo contributo dei propri concittadini o
ai rimborsi spese ricevuti dalle Aziende Sanitarie per i servizi resi. Un
esempio è dato dall’ultima Finanziaria che prevede per Croce Rossa – quale
ente pubblico – l’assorbimento del personale dipendente, in esubero sulle
convenzioni, presso gli enti del Servizio Sanitario Nazionale e presso le
Regioni e contributi di poco inferiori a 90 milioni di euro per il solo
triennio 2008-2010. In ultimo, sarebbe sancito il principio dell’utilizzo
dei fondi destinati alle attività prestate dalle organizzazioni di
volontariato da parte di tutti gli enti pubblici che si trovassero in
situazioni analoghe a quella della Croce Rossa. Dev’essere chiaro, per
concludere, che non vi è nessuna presa di posizione contro la Croce Rossa
Italiana e tantomeno verso i suoi volontari, ma questi, per accedere a pieno
titolo alle agevolazioni previste dalla legge nazionale sul volontariato,
dovrebbero avere il coraggio di separarsi dagli altri corpi, fra cui quello
militare, e di creare a loro volta un’organizzazione di volontariato
autonoma e indipendente che risponda in prima persona dei propri atti e sia
in grado di autofinanziarsi, così come fanno le 840 associazioni di
volontariato Anpas da oltre 150 anni.
LUCIANO DEMATTEIS
PRESIDENTE ANPAS PIEMONTE
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Ecco l’articolo risposta pubblicato nella pagina locale di Cuneo del
quotidiano “La Stampa” giovedì 6 marzo 2008.
Dopo un decreto. sui finanziamenti
CROCE ROSSA E VOLONTARIATO
E’ polemica dopo l’approvazione da parte del Parlamento del Decreto
Milleproroghe, che sancisce l’equiparazione della Croce rossa alle
associazioni di volontariato. Contraria l’Anpas (Associazione nazionale
pubbliche assistenze) che coinvolge l’onorevole Teresio Delfino (Udc),
firmatario dell’emendamento che sancisce la parità. «Con questa norma -
sostiene il presidente di Anpas Piemonte, Luciano Dematteis - la Cri assume
di fatto due status: uno pubblico con i vari finanziamenti ad hoc e l’altro
privato e quindi con la possibilità di accedere anche ai fondi riservati al
volontariato. La nostra presa di posizione non dev’essere interpretata come
polemica tra Anpas e Cri, con la quale esistono progetti di collaborazione.
La questione riguarda il concetto stesso di volontariato.
Non abbiamo nulla in contrario al fatto che la Cri venga equiparata alle
nostre associazioni. Chiediamo che se questo avverrà anche la Croce rossa si
doti di statuto come previsto dalla legge 266/’91 che regola le nostre
attività. E’ troppo comodo definirsi, a seconda delle situazioni, ente
pubblico o associazione di volontariato». «L’equiparazione ha validità solo
per i Comitati locali e provinciali che già svolgono di fatto attività di
volontariato - replica l’onorevole Delfino -. Questi Comitati, a differenza
della struttura centrale, non ricevono alcun contributo ordinario sui
bilanci, ma si finanziano grazie alle attività del personale, proprio come
fanno le altre organizzazioni, Anpas incluse. L’impossibilità d’iscriversi
ai registri delle Associazioni di volontariato, rischiava di escludere la
Cri dal partecipare a convenzioni, impedendole di garantire la continuità di
importanti servizi. L’equiparazione valorizza il volontariato. Non capisco
le polemiche».
C. G
Nota: on. Teresio Delfino è Presidente del Comitato Locale CRI di Busca (CN)
ed ex responsabile regionale di Croce Rossa.
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