Tommaso Caldarola wrote:
> Bah, io più che cercare in qualsiasi modo una classificazione, un po'
> come avviene nella musica,
> direi semplicemente che si trattano di modi di concepire un lavoro in
> maniera differente,
> potrei fare anche oggi una avventura puzzle-game con tutte le
> caratteristiche che hai citato
> per quelle di "nuova generazione".
Perfettamente d'accordo.
Tanto che "Curses", che FE cita come esempio di avventura di nuova
generazione, e' fondamentalmente un'avventura ad enigmi; certo, c'e'
sotto una trama tutt'altro che banale, non e' soltanto un'insensata
caccia al tesoro, ma il suo aspetto preponderante sono i problemi
(spesso dannatamente tosti) che il giocatore deve risolvere. Insomma,
non e' Photopia, o Slouching Toward Bedlam (quest'ultima e' un ottimo
esempio di avventura di nuova generazione fortemente narrativa). E' piu'
simile alle successive "Isle of the Cult" o "Risorgimento Represso".
La maggiore "valenza narrativa" e' solo uno degli aspetti che
caratterizza le avventure di nuova generazione (generazione iniziata
almeno 10 anni fa, diciamolo). Secondo me le differenze sono altre:
vent'anni fa il giocatore si trovava a fronteggiare morti improvvise e
inaspettate anche per azioni reputate innocue (come esaminare qualcosa,
o entrare in una stanza per la prima volta), situazioni e enigmi mal
contestualizzati, "cul-de-sac" lunghissimi di cui era impossibile
rendersi conto (Enchanter puo' venir resa irrisolvibile alla prima
mossa, con un "frotz me"), i labirinti...
Poi gli anni non passano invano, le cose si evolvono...
Potrei anche azzardare che IMHO la "chiave di volta" del passaggio di
generazione, se ne esiste una, e' riassunta in due articoli: la "Carta
dei Diritti del Giocatore" di Graham Nelson e "Crimini contro la Mimesi"
di Roger-Giner Sorolla.
<http://www.vincenzoscarpa.it/inform/manuale/articolo04.zip>
<http://www.avventuretestuali.com/inventario/crimes-against-mimesis>
Comunque, al solito, la cosa migliore per rendersi conto meglio - e di
persona - delle differenze e' giocare...
bye
--
Paolo Lucchesi -
plucchesi@NOSPAMtin.it