"ADPUF" <flyhunter@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:49348307$0$1080$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Non era nel cesso della stazione di Portogruaro, ma sul frontone
> di una casa presso la stazione lě vicino, sopra una meridiana.
>
> SOLAMINI ET AMICIS
>
> A prima vista chiesimi che c'entrassero i salamini, poi pensasmi
> che fosse una ditta commerciale, invece nň, era una di quelle
> scritte in latino che si mettono accanto alle meridiane, sempre
> senza la traduzione.
Perché, all'uscita di scuola, subito dopo l'esame di maturitŕ, avete venduto
i libri e i vocabolari di latino?
Perché, con puro intento provocatorio, mettete l'accento sul "no"?
"Solamen, solaminis": sollievo, conforto, soccorso, compenso, consolazione
(come "solacium", da cui deriva anche "sollazzo").
Vedi anche il verbo deponente di prima coniugazione "solor, solari"
(consolare, confortare, ristorare, alleviare, lenire).
Naturalmente, trattandosi di un imparisillabo con una sola consonante
dinanzi all'uscita del genitivo (-is), "solamini", come giustamente fa
notare il Reverendo, dovrebbe essere un dativo.
Non tragga in inganno l'identitŕ formale con l'imperativo presente (seconda
persona plurale) del verbo "solor, solari", perché questo č transitivo.
Infatti il mio sbrindellato (anch'esso!) Castiglioni-Mariotti riporta
l'esempio con l'accusativo "solari fessos" ("ristorare gli uomini
spossati").
Dovete applicarvi di piů.
Buona giornata.
Epimeteo
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"... all'uscita di scuola
i ragazzi vendevano i libri,
io restavo a guardarli
cercando il coraggio
per imitarli,
poi sconfitto tornavo
a giocar con la mente e i suoi tarli..."
http://www.youtube.com/watch?v=XpmhG1lyDGw
(cit. scolastica, ma scioperata)