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Old 02-12-08, 03:22 PM
edi'®
 
Posts: n/a
Default Una vecchia favola

Nel 1950 mio padre - allora dodicenne - scrisse un racconto,
una favola scritta a mano su 140 pagine di quaderno più qualche
illustrazione su carta velina con matite colorate.
Ho iniziato a ricopiarlo, con l'intenzione di pubblicare un libro da
regalargli il giorno del suo compleanno.

Non è un lavoro semplicissimo... devo fare il correttore di bozze
di un dodicenne - che, oltretutto, è mio padre - cercando di
aggiustare al meglio la sintassi dello scritto senza però stravolgere
lo stile un po' infantile del racconto.
Il testo, inoltre, è già stato parzialmente corretto, ai tempi, da parte
di un redattore del Corriere della Sera e, quindi, devo di volta in
volta scegliere se trascrivere il brano originale, quello corretto o
ricorreggere a mia volta.

Vabbeh, veniamo al dunque.
Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
Che ne dite?

edi'®


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Old 02-12-08, 03:39 PM
SerGiotto
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

edi'® ha scritto:
omissis

> Vabbeh, veniamo al dunque.
> Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
> anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
> da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
> ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
> Che ne dite?
>
> edi'®


che bella cosa, davvero!!!
Che ne dici di "A cura e con la revisione di..."
Sergiotto

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Old 02-12-08, 04:31 PM
Roger
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

edi'® wrote:

> Vabbeh, veniamo al dunque.
> Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
> anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
> da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
> ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
> Che ne dite?


Concordo.
In questo modo, anche se tu hai effettuato correzioni e revisioni,
il merito del testo resta tutto a tuo padre.

> edi'®


Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html

"Quante cose avrei capito se non mi fossero state spiegate."
(Stanislaw J. Lec)

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Old 02-12-08, 05:21 PM
Epimeteo
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola


"edi'®" <zorba@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:qwbZk.1298$J84.130@tornado.fastwebnet.it...
> Nel 1950 mio padre - allora dodicenne - scrisse un racconto,
> una favola scritta a mano su 140 pagine di quaderno più qualche
> illustrazione su carta velina con matite colorate.
> Ho iniziato a ricopiarlo, con l'intenzione di pubblicare un libro da
> regalargli il giorno del suo compleanno.
>
> Non è un lavoro semplicissimo... devo fare il correttore di bozze
> di un dodicenne - che, oltretutto, è mio padre - cercando di
> aggiustare al meglio la sintassi dello scritto senza però stravolgere
> lo stile un po' infantile del racconto.
> Il testo, inoltre, è già stato parzialmente corretto, ai tempi, da parte
> di un redattore del Corriere della Sera e, quindi, devo di volta in
> volta scegliere se trascrivere il brano originale, quello corretto o
> ricorreggere a mia volta.
>
> Vabbeh, veniamo al dunque.
> Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
> anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
> da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
> ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
> Che ne dite?


Be', "Edito a cura di edi'® " o "Edito a cura di Edì®" non sarebbe male...
:-))

Comunque io non farei alcun "editing" pesante: se il libro rimane in ambito
familiare o nella cerchia degli amici, è giusto che sia fedele alla versione
originale e che conservi tutte le "brillanti incertezze grammaticali", la
"sintassi creativa" e lo "stile discontinuo, ma fresco e inconfondibile" di
un giovane scrittore.
Al massimo puoi fare un'aggiunta "editoriale" (una prefazione o una
postfazione) in cui, un po' sul serio e un po' sul faceto, "spieghi" come un
editor "tradizionale, banale e schiavo delle convenzioni" correggerebbe
certe "geniali trovate linguistiche ed espressive" di tuo padre.

Ciao.
Epimeteo
---
"... in questo tempo delle cattedrali
la pietra si fa
statua, musica e poesia...
E tutto sale su verso le stelle,
su mura e vetrate,
la scrittura è architettura..."
http://www.youtube.com/watch?v=B6u3bXjruqI
(cit. letteraria alternativa)






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Old 02-12-08, 05:32 PM
Cingar
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

edi'® ha scritto:
> Nel 1950 mio padre - allora dodicenne - scrisse un racconto,
> una favola scritta a mano su 140 pagine di quaderno più qualche
> illustrazione su carta velina con matite colorate.
> Ho iniziato a ricopiarlo, con l'intenzione di pubblicare un libro da
> regalargli il giorno del suo compleanno.


Ma dai, che bellissimo regalo!

Devo cominciare a "dimenticare" in giro i vecchi quaderni e una stampa
di questo post, sperando che prima dei miei settant'anni mio figlio li
noti...

> [...]
> Vabbeh, veniamo al dunque.
> Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
> anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
> da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
> ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
> Che ne dite?


"Amorevolmente edit(at)o da Edì"?

--
Cingar
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Old 02-12-08, 05:33 PM
Bruno Campanini
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

edi'® wrote:

> Nel 1950 mio padre - allora dodicenne - scrisse un racconto,
> una favola scritta a mano su 140 pagine di quaderno più qualche
> illustrazione su carta velina con matite colorate.
> Ho iniziato a ricopiarlo, con l'intenzione di pubblicare un libro da
> regalargli il giorno del suo compleanno.
>
> Non è un lavoro semplicissimo... devo fare il correttore di bozze
> di un dodicenne - che, oltretutto, è mio padre - cercando di
> aggiustare al meglio la sintassi dello scritto senza però stravolgere
> lo stile un po' infantile del racconto.
> Il testo, inoltre, è già stato parzialmente corretto, ai tempi, da parte
> di un redattore del Corriere della Sera e, quindi, devo di volta in
> volta scegliere se trascrivere il brano originale, quello corretto o
> ricorreggere a mia volta.
>
> Vabbeh, veniamo al dunque.
> Quando sarà il momento della pubblicazione vorrei far comparire
> anche il mio nome da qualche parte ma sono in dubbio sul titolo
> da attribuirmi. "Edito a cura di..." mi sembra una buona soluzione
> ma ho il timore che possa sembrare troppo pretenzioso.
> Che ne dite?


Pubblicato a cura di ...

Ometterei qualsiasi riferimento a correzioni,
revisioni, etc.

Bruno
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Old 02-12-08, 05:43 PM
edi'®
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

"Epimeteo" <epmt@tin.it> ha scritto

> Comunque io non farei alcun "editing" pesante: se il libro rimane in
> ambito
> familiare o nella cerchia degli amici, è giusto che sia fedele alla
> versione
> originale e che conservi tutte le "brillanti incertezze grammaticali", la
> "sintassi creativa" e lo "stile discontinuo, ma fresco e inconfondibile"
> di
> un giovane scrittore.


In effetti non ho ancora deciso quale strategia di correzione adottare.

Ci sono tre strade percorribili:
- lasciare tutto così com'è, errori compresi
- far finta di essere un correttore di bozze professionale che lavora
ad un libro che dovrà essere commercializzato e, quindi, andarci
giù abbastanza pesantemente
- correggere solo gli errori più banali ed evidenti.

Al momento ho scelto la terza strada, anche se faccio fatica a tenere un
comportamento uniforme. A volte esagero in un senso, a volte nell'altro.

La prima, che tu consigli, mi pare troppo "estremistica".
Insomma, il racconto è piacevole e ha degli spunti che trovo molto
interessanti, ma gli errori (non ortografici, dei quali praticamente non c'è
traccia ma ripetizioni, superlativi fuori luogo, termini poco azzeccati,
frasi
un po' sconclusionate etc.)vsono abbastanza numerosi.
Pubblicare un libro con tutti i refusi e le inesattezze che compaiono nel
manoscritto originale può essere un po'... sgarbato, no?

edi'®


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Old 02-12-08, 05:46 PM
Maurizio Pistone
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

anch'io sarei per una trascrizione il più fedele possibile
all'originale. Non te la prendere, ma sarei sicuramente più felice di
leggere gli errori di tuo padre, delle tue correzioni.

In nota metterai in ogni caso "Pubblicato a cura di..."

==========

Quando avrai finito il lavoro, naturalmente, ce lo comunicherai.


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
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Old 02-12-08, 05:51 PM
edi'®
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

"Cingar" <cingar.scampasoga@libero.it> ha scritto

>> Che ne dite?


> "Amorevolmente edit(at)o da Edì"?


Sì, sarebbe una soluzione... ma in famiglia non siamo mai stati
troppo portati alle sdolcinatezze. Insomma, non è una frase che
suonerebbe "mia".

> Oppure, "Finito di stampare il <data del compleanno> per gli amorevoli
> tipi di Edì".


Già un po' meglio. Vediamo un po':
"- Prima edizione, in esemplare unico manoscritto, edita da R.D. nel 1950
- Seconda edizione, a cura di E.D., finita di stampare il 09/02/2009"

Eh?

edi'®


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Old 02-12-08, 05:53 PM
edi'®
 
Posts: n/a
Default Re: Una vecchia favola

"Maurizio Pistone" <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto

> Quando avrai finito il lavoro, naturalmente, ce lo comunicherai.


Non mancherò.
Anzi, già avevo pensato di mettere il pdf scaricabile dal sito di famiglia.

edi'®


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