Poesia comico giullaresca - Cenne de la Chitarra Provo a tradurre liberamente
dal volgare
Correggietemi se vedete degli errori
interpretazioni sbagliate o incongruenze varie
Si tratta dell ' introduzione
dei mesi
e del sonetto di Ottobre di Cenne de la chitarra
che sono una parodia comica contro
i sonetti dei mesi di Folgore da S Giminiano
Di chi diavolo sta parlando nell' introduzione ?
Si riesce a ricostruire chi erano quei personaggi
balzani che cita ?
------------------------
..................
Alla brigata avara senza arnesi
in tutte quelle parti dove sono
davanti a' dadi e tavolier li pono
perché al sole stien tutti distesi; 4
(Alla brigata avara e senza niente , ovunque siano
che vengano messi davanti a tavoli e dadi e
distesi (a bruciarsi) al sole )
(Forse era una pena d'inferno riservata all' epoca ai giocatori ? )
e in camicia stiano tutti i mesi
per poter più leggier ire al perdono;
entro la malta e 'l fango gl' imprigiono
e sien domati con diversi pesi: 8
(E siano messi in camicia per poter piu' velocemente, andare al
perdono : ed entro la malta e il fango li metto e che stiano giu' li',
con divesi pesi addosso )
E Paglierino sia lor capitano
e abbia parte di tutto lo scotto
con Benci e Lippo savio da Chianzano, 11
(qui iniziano i personaggi da scoprire
Chi erano Paglierino, Benci e Lippo il filosofo o sapiente da
Chianciano ?
Dovevano essere dei tipi coloriti o leggendari
Vi risultano esistano ancora detti o parodie da qualche parte su
queste figure ? )
Senso da Panical ch'à leggier trotto:
chi io vedesse schermir giuso al piano
ciascun direbbe: e' pare un anitrotto.
(Senso da Panicale, chiunque era costui,
da come la racconta Cenne, doveva essere uno che volava
via di sella da solo per paura di duellare,
o come un anatroccolo al vento, al primo scontro
durante le shermaglie o le giostre ;
Panicale dov' era ?
Un luogo toscano o forse Borgo Panigale nei pressi di Bologna ? )
------------
Il sonetto d'ottobre parla del Monte Falterona,
posto difronte al passo del muraglione sul crinale toscoromagnolo
dove esitono ancor oggi detti in Romagna e provabilmente anche in
toscana
sonetto di ottobre
D'ottobre vi conseglio senza fallo
che ne [la] Falterona dimorate,
e de le frutta, che vi so', mangiate
a riglie grand', e non vi canti gallo.
( di ottobre vi consiglio senza sbagliare
che nel monte Falterona alloggiate
e della frutta che troverete la', (Che frutti a quella quota ? forse
funghi velenosi ? ) mangiate a piene ganascie e non vi svegli piu'
canto del gallo )
Ora il monte Falterona e' dove nasce l'Arno ed e' posto sul crinale
dell' appennino toscoromagnolo ed era famoso anche in Romagna fino a
poco tempo fa , per il fatto che c'era sempre neve e ghiaccioli da
raccogliere per conservare i cibi, visto che lo raccontava
anche mia nonna in Romagna ;
Ci devono essere parecchi detti sul Falterona anche nel versante
toscano
Se siete della zona, vi risultano altri detti sul Falterona ?
5 Chiare vi son l'acque come cristallo;
or bevete, figliuoli, e ristorate;
(ci sono solo quelle e sono ghiaccioli gia' in ottobre )
uccellar bon v'è a' varchi, en veritate,
ché farete nel collo nervo e callo,
(cantar d'uccelli a volonta'
che vi si ingrossera' il collo nel far loro richiamo ? )
in quel[l]'aire, che[d]'è sot[t]ile e fina:
10 ben stanno en Pisa più chiari i pisani,
e l genovese lungo la marina.
(paragonati a quel luogo d'aria fine e sottile, stanno a Pisa meglio
i pisani e i genovesi lungo il mare )
Prendere 'l mi' consegl' non siate vani:
arosto vi darò mésto con strina,
che 'l sentiranno i p[i]edi con le mani.
(Nel prendere i miei consigli non siate vani ,
vi daro' arrosto mescolato con brina gelata
cosi' lo sentiranno (il gelo ) prima i vostri piedi, e poi le
mani) |