Per chi sta pensando a come rendersi indipendente energeticamente...
(ricordate la famosa frase,dopo il black-out in America?:"In Italia
non puo' succedere..."
SOLARE:Se l’Italia ha un futuro radioso.
Il fotovoltaico è ancora una nicchia ma gli incentivi sono tra i più
alti in Europa
da un articolo di Sara Gandolfi sul Corriere del 14 novembre 2008,a:
http://www.corriere.it/economia/spec...l?fr=correlati
È ancora una tecnologia di nicchia ma è quella che sta crescendo di
più: il fotovoltaico, che per potenza installata è oggi un decimo
dell’eolico (10 GW contro 100), a metà del secolo potrebbe diventare
la principale fonte rinnovabile del pianeta. Mantenendo gli attuali
tassi di crescita, nel 2020 soddisferà il 12% della domanda di
elettricità in Europa. «In Italia si libererebbero 10 miliardi di euro
all’anno per il solo risparmio sull’acquisto del petrolio», sostiene
Giuliano Martinelli dell’Università degli Studi di Ferrara, uno dei
maggiori poli di ricerca del settore.
Il sole è la più grande fonte energetica a disposizione dell’uomo e
carpirne la potenza è da tempo una sfida scientifica. Solo a partire
dagli Anni ’90, però, hanno iniziato a farsi strada nel settore
residenziale e aziendale le celle fotovoltaiche: di facile
installazione su tetti, facciate e pannelli, utilizzano materiali
semiconduttori, in primis il silicio, per convertire i raggi in
elettricità. È una tecnologia molto sofisticata, che ha ancora bisogno
di incentivi statali per essere competitiva sul mercato, anche se si
stima che nel giro di 7 anni il costo dell’energia da fotovoltaico
(oggi 30-40 centesimi di euro a kWh) sarà pari a quello da fonti
fossili (non oltre i 20 centesimi). E l’industria del sole potrà
finalmente camminare — o correre, secondo i suoi estimatori — sulle
proprie gambe. Con potenzialità enormi, soprattutto in Paesi
meteorologicamente privilegiati, e penalizzati dalle bollette, come
l’Italia.
«Uno studio dell’International energy agency stima che, se coprissimo
tutti i tetti disponibili con fotovoltaico, l’Italia potrebbe
soddisfare il 45% del suo fabbisogno », spiega Gianni Chianetta,
presidente di Assosolare, che riunisce i produttori del settore e per
il 2008 stima un giro d’affari di 800 milioni di euro, in costante
aumento. Un boom favorito dalla tariffa del Conto energia: «L’Italia
ha tra gli incentivi più alti in Europa», spiega Gianni Silvestrini,
direttore scientifico del Kyoto club ed ex consigliere per l’energia
del governo Prodi. «E l’anno prossimo dovrebbero partire anche gli
impianti di taglia medio-grande, che hanno avuto un iter autorizzativo
più lungo». Il Gestore per i servizi elettrici conferma l’impennata:
«Quest’anno ci aspettavamo l’entrata in esercizio di circa 200 MW,
obiettivo già superato». Prima per numero di impianti (oltre 2600) è
la Lombardia, per potenza procapite è invece il Trentino Alto Adige
(17,82 W/ab contro i 2,36 della Lombardia).
È una corsa contro il tempo per agganciare nazioni che hanno già fatto
del fotovoltaico una scelta concreta. Come la Spagna, che ha
installato la cifra record di 1 GW in un solo anno, o la Germania,
leader mondiale con 3,8 GW installati (il 42% del dato mondiale) e
un’industria che nel 2007 ha fatturato 5,7 miliardi di euro. Si
attendono poi grandi novità dagli Usa, con il «New Deal verde»
preannunciato da Barack Obama, e dalla Cina, ormai avviata verso la
leadership nella produzione fotovoltaica. «Quando si ridurranno i
costi, avere in mano il know how significherà avere le chiavi di un
pezzo del futuro energetico del pianeta », conclude Silvestrini.
L’Italia rincorre. «Possiamo puntare sull’applicazione architettonica,
cioè il design, e sull’innovazione: la futura generazione del
fotovoltaico, cioè quello a concentrazione, ha un’efficienza
addirittura del 40% contro il 20 di una cella tradizionale. E un
notevole abbassamento dei costi verrà dall’utilizzo delle celle a film
sottile o con materiali più economici del silicio», spiega Chianetta,
sottolineando però le lungaggini autorizzative e i ritardi nei tempi
d’allacciamento alla rete che, in Italia, spesso bloccano per mesi
l’avvio dell’impianto. Nonostante ciò gli investimenti continuano,
puntando sempre di più su impianti di grande taglia. In questo ambito,
emerge con forza a livello mondiale anche l’energia solare termica a
concentrazione che necessità però grandi spazi ed elevata insolazione
diretta. A differenza del fotovoltaico, queste «centrali del deserto»
utilizzano il calore: come gli specchi di Archimede, le superfici
riflettenti concentrano i raggi in un contenitore pieno di liquido,
generando vapore che muove le turbine per produrre elettricità. Costa
meno del fotovoltaico e permette di immagazzinare energia. Il settore
è in ebollizione in Usa, con 1,6 GW annunciati in California che
s’aggiungeranno agli impianti del Nevada, e pure in Europa, Spagna in
testa. Diverse industrie italiane già operano nel settore, in
collaborazione con Enea, ma il progetto che rivoluzionerebbe l’impatto
delle rinnovabili è una centrale in Africa, capace di produrre
elettricità sufficiente a coprire i fabbisogni dell’intera Unione
europea.