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Old 28-02-08, 07:59 AM
phillip.ernest@utoronto.ca
 
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Default essere mistico

Esere un mistico e' una cosa; essere perfetto nel campo morale o in
ogni altro campo e' una cosa realmente diversa; e queste perfezioni
non si imparano tramite le tecniche yogiche, non piu' che si imparasse
l'amare il prossimo tramite il giocare al poker o il sonare il
violoncello.

Agehananda Bharati
<La luce al centro>
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Old 03-03-08, 09:40 AM
Salvatore Uras
 
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Default Re: essere mistico

phillip.ernest@utoronto.ca ha scritto:
> Esere un mistico e' una cosa; essere perfetto nel campo morale o in
> ogni altro campo e' una cosa realmente diversa; e queste perfezioni
> non si imparano tramite le tecniche yogiche, non piu' che si imparasse
> l'amare il prossimo tramite il giocare al poker o il sonare il
> violoncello.
>
> Agehananda Bharati
> <La luce al centro>


Abbocco ;-)

Cosa intendi per "tecniche yogiche"? Perchè in questa citazione le
"tecniche yogiche" vengono assimilate al misticismo? Attendo
precisazioni per dire poi quello che penso: trovo comunque che questa
opinione, nella forma in cui è espressa e nel modo in cui io la
recepisco, sia condivisibile ma con dei limiti importanti.

Ciao,

Salvatore
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Old 04-03-08, 08:46 AM
phillip.ernest@utoronto.ca
 
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Default Re: essere mistico

On 3 Mar, 13:40, Salvatore Uras <zans...@katamail.com> wrote:

> Cosa intendi per "tecniche yogiche"? Perchè in questa citazione le
> "tecniche yogiche" vengono assimilate al misticismo? Attendo
> precisazioni per dire poi quello che penso: trovo comunque che questa
> opinione, nella forma in cui è espressa e nel modo in cui io la
> recepisco, sia condivisibile ma con dei limiti importanti.


Ciao Salvatore, non so esattamente cosa intendeva Agehananda Bharati
per tecniche yoghiche. Voglio da molto tempo leggere La luce al
centro, ma non ho questo libro ora, e ho trovato questa citazione in
un libro da Keonraad Elst, Chi e' un indu'? Certo La luce al centro
sara' disponibile in Italia, in traduzione italiana? E' un libro
famoso. A mio parere, Bharati vuole dire che gli stati di
distaccamento e unione che si puo' raggiungere tramite lo yoga, sono
essenzialmente non-etici (il quale illuminerebbe un po' il fatto
misterioso che si trovano molte persone che sono tanto incantate dalla
pratica e la filosofia yogiche, e generalmente dalla religione e la
filosofia indiane, ma che sono sul livello etico e sociale non meno
orribili che tanti che non sanno nulla ne' dello yoga ne' della
filosofia). In ogni caso, interesserebbe moltissimo il tuo parere,
anche se non sappiamo esattamente cosa volesse dire Bharati stesso (il
quale era non solo indologo e filosofo, ma anche monaco e yogi
indu').

Phillip
Pune
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Old 04-03-08, 11:00 AM
Salvatore Uras
 
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Default Re: essere mistico

phillip.ernest@utoronto.ca ha scritto:
> [...] Certo La luce al centro
> sara' disponibile in Italia, in traduzione italiana? E' un libro
> famoso.

Una ricerca su Google per "la luce al centro" +bharati non da risultati...

> A mio parere, Bharati vuole dire che gli stati di
> distaccamento e unione che si puo' raggiungere tramite lo yoga, sono
> essenzialmente non-etici

Molti trattati classici parlano delle "siddhi", i poteri frutto di una
ascesi rigorosa - immancabilmente avvertono però che si tratta di
effetti collaterali, suscettibili di causare attaccamento e quindi,
infine, deviazione dal percorso di ricerca originario.

> (il quale illuminerebbe un po' il fatto
> misterioso che si trovano molte persone che sono tanto incantate dalla
> pratica e la filosofia yogiche, e generalmente dalla religione e la
> filosofia indiane, ma che sono sul livello etico e sociale non meno
> orribili che tanti che non sanno nulla ne' dello yoga ne' della
> filosofia).

Condivido questa osservazione. Il mio personale approccio consiste nel
tentare costantemente di "tradurre" lo Yoga. Uso questa espressione in
senso lato per significare il tentativo di cogliere l'essenziale della
disciplina, sfrondandola da tutti i contenuti che hanno una loro dignità
solo nel contesto originario, distante nello spazio, nel tempo e
culturalmente. Accetto la definizione di Patanjali secondo la quale lo
Yoga è l'aquietarsi dei movimenti della mente (yogash chitta vritti
nirodhah). A partire da questo punto fermo, però mi chiedo come di può
intendere l'agitazione della mente anche, per esempio, con gli
strumenti delle neuroscienze e della psicologia. Allo stesso modo la mia
esperienza delle pratiche corporee deve necessariamente dialogare con
ciò che so di neurofisiologia del movimento e medicina in generale.
Credo quindi che l'accostarsi a questo gigantesco patrimonio che ci
viene in dono dalla tradizione orientale sia un'operazione un tantino
più elaborata del semplice vestirsi di arancione o recitare mantra dopo
essersi fatta una canna ;-)
A parte però questo discorso sulle mediazioni culturali, che qui accenno
appena, intendo il lavoro di traduzione dello Yoga anche in un altro
senso. Ritengo cioè che le pratiche corporee, che mi procurano stati di
piacere e benessere difficili da descrivere, siano fondamentali per il
mio lavoro di riabilitatore, permettendomi di guidare i pazienti a
ricostruire le loro capacità di movimento con una finezza che altrimenti
non potrei raggiungere. Ritengo che le acquisizioni connesse agli
aspetti meditativi dello Yoga - controllo dell'attenzione,
consapevolezza, stabilità emotiva per esempio - trovino poi la loro
applicazione in tutta la mia vita di relazione e lavorativa, oltre ad
essermi utili nella psicanalisi ;-).
Insomma, trovo che lo Yoga permetta di forgiare strumenti che permettono
poi di porsi di fronte all'altro in maniera potente. Questa potenza si
traduce poi per me in spirito di servizio. A questo punto della mia vita
non sono in grado di dire quento questo sia una caratteristica dello
Yoga e quento mia personale, perchè io ho indubbiamente problemi
personali con tutto ciò che è competizione e scontro.
Non rileggo ciò che ho scritto per non cadere nei circoli viziosi della
dissezione del ragionamento, ma mi rendo conto di essere stato forse
troppo verboso. Riassumo allora ciò che intendevo in poche parole: lo
Yoga praticato da un occidentale moderno ha un senso se si rispettano le
complessità della propria e dell'altrui cultura, tentando eventualmente
delle caute sintesi, e se le abilità acquisite nella pratica vengono poi
impiegate nella propria vita di relazione. Se manca il primo requisito
la pratica è superficiale. Se manca il secondo, la pratica è sterile.
Aggiungo che, a mio parere, le capacità prodotte dalla pratica dello
Yoga comportano maggiore responsabilità nei confronti di sè stessi e
degli altri, come direbbe l'Uomo Ragno ;-)

> In ogni caso, interesserebbe moltissimo il tuo parere,

Grazie, Phillip, per la tua gentilezza. Aggiungo in calce delle
considerazioni più tecniche sul lavoro corporeo nello Yoga, che ritengo
comunque inessenziali rispetto al tema del nostro dialogo. Chi fosse
interessato le trova più sotto, chi no le può tranquillamente saltare.
Grazie ancora e scusami per essere stato verboso.

Ciao,

Salvatore.







Addendum: note sulla neurofisiologia del movimento e le pratiche
corporee dello Yoga.


Se lo scopo dello Yoga, secondo la definizione classica, è la cessazione
dei movimenti involontari, inconsapevoli ed incontrollati della mente,
perchè lavoriamo per migliorare il controllo del corpo e dei suoi movimenti?
Quello che segue è la mia risposta a questa domanda.
Premetto intanto che il concetto esperienziale e logico di mente abbia
un corrispettivo anatomo-fisiologico preciso, cioè il sistema nervoso
degli esseri umani.
All'obiezione che il concetto infinitamente complesso di mente non è
riducibile ad un semplice oggetto fisico, si può rispondere che il
sistema nervoso umano è con ogni probabilità l'oggetto più complesso
dell'universo, e che il numero di connessioni tra neuroni nel nostro SNC
(sistema nervoso centrale, cioè encefalo e midollo spinale) è superiore
al numero stimato dagli astrofisici dei corpi celesti nell'intero universo.
Proseguo: ogni fibrocellula muscolare è un terminale, in ingresso ed in
uscita, del nostro sistema nervoso. In effetti il controllo del corpo è,
in assoluto, il più complesso tra i compiti del nostro SNC. Il corpo è
cioè un'interfaccia "palpabile" della nostra mente. Le abilità
necessarie per mantenere il corpo stabile controllando il respiro in una
asana yogica sono assolutamente le stesse che occorrono per controllare
l'attenzione e la consapevolezza. La differenza è che un ciarlatano può
dire di essere un maestro spirituale e, se possiede buone capacità di
plagio, ingannare molte persone. Inoltre è possibile ingannare noi
stessi con una discreta buona fede. Non è invece possibile dire che
abbiamo conseguito un controllo impeccabile del nostro corpo se così non
è: il lavoro sul corpo è pertanto una forma di lavoro sulla mente che
si avvale di un supporto visibile e non ambiguo.
Inoltre il controllo dei movimenti dipende, semplificando un discorso
molto tecnico, da almeno tre centri neurali gerarchicamente organizzati,
cioè la corteccia cerebrale, il tronco encefalico ed il midollo spinale.
L'entitè che noi chiamiamo "io", cioè gli aspetti più superficiali e
coscienti della nostra mente, è grossolanamente identificabile con la
prima di queste tre strutture. Nell'accostarci al controllo del corpo
impariamo perciò, quasi subito, che l'io non è solo nel nostro mondo
interiore. Non è nemmeno un re, ma piuttosto un "primus inter pares", un
membro di un organismo fatto di entità collaboranti in maniera più o
meno armonica. L'io impara quindi l'umiltà ed il rispetto nei confronti
di ciò che, dentro di noi, compone il respiro della vita, ed intuisce la
presenza di un sè profondo, talmente distante e svincolato dalle logiche
semplici di spazio, tempo, causa ed effetto, che il concetto induista
dell'identità tra brahman ed atman viene intuitivamente accettato.
A chi leggesse chiedo perdono perchè sto comprimendo temi degni di ben
altro sviluppo, e probabilmente di altra mente ed altra penna, nello
spazio ristretto di un post. Ribadisco infine che questo viaggio verso
l'interno acquista un senso profondissimo se ci si imoegna nella vita di
relazione, cioè se si porta tutto ciò nel mondo. ALtrimenti rimane,
almeno a mio modo di vedere un esercizio sterile.
Saluti e grazie a chi avesse avuto la pazienza di leggere,

Salvatore
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Old 04-03-08, 11:07 AM
Salvatore Uras
 
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Rileggendo il post rilevo molti errori di digitazione. Chiedo scusa, è
una conseguenza dell'abitudine di scrivere di getto senza correggere o
modificare.
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Old 04-03-08, 11:10 AM
endogenesi
 
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Default Re: essere mistico

Il giorno Tue, 04 Mar 2008 11:07:12 +0100, Salvatore Uras
<zanshin@katamail.com> ha scritto sul newsgroup it.cultura.orientale:

>Rileggendo il post rilevo molti errori di digitazione. Chiedo scusa, è
>una conseguenza dell'abitudine di scrivere di getto senza correggere o
>modificare.


Non credo: penso sia dovuto al fatto che Philip sia di madrelingua
inglese.

Claudio Pipitone

__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/
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Old 04-03-08, 11:33 AM
endogenesi
 
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Il giorno Tue, 04 Mar 2008 11:00:55 +0100, Salvatore Uras
<zanshin@katamail.com> ha scritto sul newsgroup it.cultura.orientale:

----------------omissis-----------
>Le abilità
>necessarie per mantenere il corpo stabile controllando il respiro in una
>asana yogica sono assolutamente le stesse che occorrono per controllare
>l'attenzione e la consapevolezza. La differenza è che un ciarlatano può
>dire di essere un maestro spirituale e, se possiede buone capacità di
>plagio, ingannare molte persone. Inoltre è possibile ingannare noi
>stessi con una discreta buona fede. Non è invece possibile dire che
>abbiamo conseguito un controllo impeccabile del nostro corpo se così non
> è: il lavoro sul corpo è pertanto una forma di lavoro sulla mente che
>si avvale di un supporto visibile e non ambiguo.


Sono particolarmente d'accordo con quanto affermi.

Questo è il motivo per cui sono fermamente convinto del primato della
pratica sulle dottrine, del fatto che la realizzazione spirituale
passa attraverso al comprensione corporea e solo dopo si può fissare
nella mente nel modo corretto ed appropriato.

Grazie anche per l'accostamento tecnico con la neurologia; anche se
questi sono argomenti sui quali non ho una specifica conoscenza, li ho
trovati interessanti.

Ciao. :-)

Claudio Pipitone

__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/
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Old 04-03-08, 01:21 PM
Salvatore Uras
 
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endogenesi ha scritto:

> [...] Grazie anche per l'accostamento tecnico con la neurologia; anche se
> questi sono argomenti sui quali non ho una specifica conoscenza, li ho
> trovati interessanti.
>
> Ciao. :-)
>
> Claudio Pipitone
>
> __________________________
> Autore di *Endogenesi*
> http://www.endogenesi.it/


Grazie, Claudio. Potrei scrivere cose molto più dettagliate e tecniche
sulla neurofisiologia sia dello Yoga che delle arti marziali - un
argomento che trovo profondamente appassionante. Magari più in la, se a
te e ad altri fa piacere.

Ciao,

Salvatore.
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Old 04-03-08, 02:13 PM
endogenesi
 
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Il giorno Tue, 04 Mar 2008 13:21:47 +0100, Salvatore Uras
<zanshin@katamail.com> ha scritto sul newsgroup it.cultura.orientale:


>.............................. Potrei scrivere cose molto più dettagliate e tecniche
>sulla neurofisiologia sia dello Yoga che delle arti marziali - un
>argomento che trovo profondamente appassionante. Magari più in la, se a
>te e ad altri fa piacere.


Fallo pure, leggerò molto volentieri anche se non sarò in grado di
intervenire su questi temi che non conosco se non superficialmente, ma
proprio per questo saranno per me interessanti ed istruttivi.

Ciao. :-)

Claudio Pipitone

__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/
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Old 04-03-08, 02:18 PM
Alessandro Selli
 
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Salvatore Uras ha scritto:
> phillip.ernest@utoronto.ca ha scritto:
>> [...] Certo La luce al centro
>> sara' disponibile in Italia, in traduzione italiana? E' un libro
>> famoso.

> Una ricerca su Google per "la luce al centro" +bharati non da risultati...


Lo trovo solamente in inglese:
http://www.biblio.com/search.php?aut...ananda+Bharati
"The Light at the Center: Context and Pretext of Modern Mysticism".

Si direbbe non sia stato tradotto in italiano.

Ciao,

--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
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