Il giorno Tue, 16 Sep 2008 00:58:36 -0700 (PDT), Phillip
<phillip.ernest@utoronto.ca> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.orientale:
>Si veda questa storia nel giornale indiano The Hindu:
>
>http://www.hindu.com/2007/06/02/stor...0203570300.htm
>
>Qui nella provincia sud Karnataka, la lingua provinciale e' kannada,
>lingua dravidiana, fondamentale diversa delle lingue sanscritiche del
>nord, delle quali e' marathi, lingua che io so, e che si ascolta
>raramente qui nel villaggio di Naganathapura. Qui c'e' anche la
>lingua tamil, anche quella dravidiana, la provincia tamilnadu essendo
>lontana solo undici chilometri.
Ciao Philip,
penso non sarà facile per l'India liberarsi della lingua inglese...
Negli ultimi secoli del passato millennio c'è stata la colonizzazione
europea e particolarmente degli inglesi che hanno lasciato questa
eredità linguistica.
In questo nuovo millennio l'India sta crescendo fortemente attraverso
le relazioni commerciali con il resto del mondo che si tengono in
lingua inglese ed in particolare esiste in India una rilevante offerta
di outsourcing assai qualificato che risponde ad una domanda di questo
genere di servizi che è molto elevata.
Ma non solo la lingua inglese è, e sarà sempre di più, un "must" per
l'economia indiana: mi è stato riferito che anche le altre lingue sono
molto sviluppate in India dove esiste una ampia offerta di
call-centers multilingue e spesso quando anche in Italia si telefona
ai call-centers di grosse aziende multinazionali in realtà non
risponde un operatore italiano ma proprio un operatore indiano di
qualche call-center ubicato in India e che parla in modo talmente
perfetto la lingua italiana che noi stessi in Italia non ce ne
accorgiamo nella maggior parte dei casi...
E' un fenomeno assai interessante: l'India è attualmente un paese
talmente inserito nel vortice del progresso economico, commerciale ed
industriale mondiale da non riuscire a scrollarsi di dosso questa
eredità linguistica lasciata dalla colonizzazione europea.
In un certo qual senso è un fenomeno simile a quello che ha travolto i
costumi del popolo giapponese dopo l'ultima guerra mondiale, dove
anche il calendario normalmente adottato oggi in Giappone è il
calendario occidentale che ha ormai rimpiazzato nelle relazioni di
lavoro ed anche della quotidiana, il tradizionale calendario autoctono
giapponese.
Forse il caso linguistico dell'India supera persino quello della
occidentalizzazione dei costumi giapponese, ma penso che al pari del
Giappone l'India abbia saputo comunque conservare molto bene le sue
tradizioni e continuerà a conservarle anche in futuro.
Speriamo solo che non cada in eccessi: tempo fa avevo letto che in
India si era paventato di non consentire l'uso commerciale (forse
tramite brevetto di marchio internazionale) di certi termini specifici
della loro tradizione come il termine "Yoga"... :-)
Ciao.
Claudio Pipitone
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Autore di *Endogenesi*
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