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Old 01-11-08, 09:46 AM
Luca
 
Posts: n/a
Default Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

Salve a tutti. E' disponibile sul sito:

http://blog.libero.it/GiudittaDembech/

una registrazione della intervista rilasciata a Masaru Emoto alla
giornalista Giuditta Dembech nel corso del suo recente soggiorno in
Italia.

Il Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a
punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i
cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi
d'acqua, da quella del rubinetto di diverse provenienti da sorgenti,
laghi, paludi, ghiacciai di varie parti del mondo.
Esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate,
l'acqua, muta la sua forma a livello cristallino, ed e' in grado di
registrare in modo molto sensibile le informazioni
energetiche che riceve dall'ambiente.
Per chi vuole saperne di piu', invito tutti ad ascoltare l'intervista.
Saluti, Luca
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Old 04-11-08, 08:04 PM
endogenesi
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

Il giorno Sat, 01 Nov 2008 08:46:53 GMT, nospam@yahoo.com (Luca) ha
scritto sul newsgroup it.cultura.orientale:

>Salve a tutti. E' disponibile sul sito:
>
>http://blog.libero.it/GiudittaDembech/
>
>una registrazione della intervista rilasciata a Masaru Emoto alla
>giornalista Giuditta Dembech nel corso del suo recente soggiorno in
>Italia.
>
>Il Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a
>punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i
>cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi
>d'acqua, da quella del rubinetto di diverse provenienti da sorgenti,
>laghi, paludi, ghiacciai di varie parti del mondo.
>Esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate,
>l'acqua, muta la sua forma a livello cristallino, ed e' in grado di
>registrare in modo molto sensibile le informazioni
>energetiche che riceve dall'ambiente.
>Per chi vuole saperne di piu', invito tutti ad ascoltare l'intervista.
>Saluti, Luca


Salve!

Devo dire che ho dovuto esercitare notevole pazienza per ascoltare
l'intera registrazione passando attraverso i numerosi prolissi
sbrodolamenti di chiacchierate parapubblicitarie completamente "OT"
rispetto al "core" dell'argomento in oggetto, ma alla fine non mi sono
stato pentito del tempo trascorso nell'audizione.

Infatti pur non potendo verificare personalmente la scientificità
della metodologia seguita negli esperimenti e la veridicità del
fenomeno che si sostiene di aver osservato, alla fine non ho potuto
far a meno di sentirmi possibilista e propendere per una soggettiva
sensazione di complicità nel ritenere possibile il verificarsi di
fenomeni di questo tipo.

Ad esempio gli aikidoisti che seguono gli insegnamenti del M° Tada
Hiroshi, usano praticare esercizi di "meditazione dinamica" in cui si
esercitano in un rapporto di parasimbiosi quando si apprestano alla
pratica con le armi (aiki ken ed aiki jo), prima di passare agli
esercizi di maneggio vero e proprio delle stesse per poi passare
all'allenamento vero e proprio con un partner.

L'aikidoista che pratica secondo gli insegnamenti di questa scuola si
esercita a considerare l'attrezzo, simulacro d'allenamento dell'arma o
l'arma stessa, come elemento vivo, un'estensione del proprio corpo
tutt'uno con esso e si allena a "vivere" oltre il proprio corpo
all'interno dell'arma che maneggia, secondo la millenaria concezione
delle arti marziali che considerano "parti vive" le armi che vengono
maneggiate le quali si impregnano delle vibrazioni vitali di chi le
maneggia e si accordano a queste vibrazioni al punto che il praticante
le sente come parti di sé in una sorta di parasimbiosi con esse.

Poichè sono personalmente a conoscenza dell'insegnamento "ki no renma"
praticato dal M° Tada Hiroshi in questa scuola di arti marziali
giapponesi (Aikido Tada Juku) alla fine dopo aver ponderato bene la
parte significativa di quella prolissa intervista, non ho avuto grosse
difficoltà a propendere per la credibilità di fenomeni in cui la
materia entri in simpatia di vibrazione molecolare con elementi
vibratori esterni: questo fra l'altro è anche il principio della
cosiddetta magia, sia occidentale sia orientale, che studia
l'influenza del potere esercitato dall'uomo sulla materia facendola
partecipare delle proprie vibrazioni vitali, attraverso opportune
tecniche vibratorie quali ad esempio i mantra, sia di tipo sonoro sia
di tipo silente, o direttamente attraverso l'estensione della energia
vitale collegata ad un opportuno ritmo dell'atto respiratorio
(chiamato kokyu-ho nelle scuole di aikido oppure pranayama nelle
scuole di yoga).

La "logia metrica" della scienza moderna, quand'anche constatasse in
modo scientifico il verificarsi di questi fenomeni (questo della
mutazione della cristallizzazione dell'acqua non dovrebbe essere
difficile da verificare attraverso un protocollo riproducibile di
sperimentazione scientifica), resterebbe comunque a distanze
chilometriche dall'afferrarne la valenza che un fenomeno di questo
tipo ha invece nelle discipline spirituali tradizionali orientali
dove, ad esempio, è ben noto "l'effetto diapason" nel campo
relazionale fra le persone nella loro sfera di vita interiore e
l'effetto parasimbiotico che ho sopra richiamato a proposito del
maneggio delle armi nelle arti marziali orientali, dove espressioni
come "lancia (o spada) che vive" nelle mani di chi le maneggia è
espressione compresa perfettamente dai praticanti nel suo intrinseco
significato e non certo in quello letterale...

Un cordiale saluto.

Claudio Pipitone

__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/
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Old 04-11-08, 08:06 PM
endogenesi
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

Il giorno Sat, 01 Nov 2008 08:46:53 GMT, nospam@yahoo.com (Luca) ha
scritto sul newsgroup it.cultura.orientale:

>Salve a tutti. E' disponibile sul sito:
>
>http://blog.libero.it/GiudittaDembech/
>
>una registrazione della intervista rilasciata a Masaru Emoto alla
>giornalista Giuditta Dembech nel corso del suo recente soggiorno in
>Italia.
>
>Il Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a
>punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i
>cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi
>d'acqua, da quella del rubinetto di diverse provenienti da sorgenti,
>laghi, paludi, ghiacciai di varie parti del mondo.
>Esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate,
>l'acqua, muta la sua forma a livello cristallino, ed e' in grado di
>registrare in modo molto sensibile le informazioni
>energetiche che riceve dall'ambiente.
>Per chi vuole saperne di piu', invito tutti ad ascoltare l'intervista.
>Saluti, Luca


Salve!

Devo dire che ho dovuto esercitare notevole pazienza per ascoltare
l'intera registrazione passando attraverso i numerosi prolissi
sbrodolamenti di chiacchierate parapubblicitarie completamente "OT"
rispetto al "core" dell'argomento in oggetto, ma alla fine non mi sono
pentito del tempo trascorso nell'audizione.

Infatti pur non potendo verificare personalmente la scientificità
della metodologia seguita negli esperimenti e la veridicità del
fenomeno che si sostiene di aver osservato, alla fine non ho potuto
far a meno di sentirmi possibilista e propendere per una soggettiva
sensazione di complicità nel ritenere possibile il verificarsi di
fenomeni di questo tipo.

Ad esempio gli aikidoisti che seguono gli insegnamenti del M° Tada
Hiroshi, usano praticare esercizi di "meditazione dinamica" in cui si
esercitano in un rapporto di parasimbiosi quando si apprestano alla
pratica con le armi (aiki ken ed aiki jo), prima di passare agli
esercizi di maneggio vero e proprio delle stesse per poi passare
all'allenamento vero e proprio con un partner.

L'aikidoista che pratica secondo gli insegnamenti di questa scuola si
esercita a considerare l'attrezzo, simulacro d'allenamento dell'arma o
l'arma stessa, come elemento vivo, un'estensione del proprio corpo
tutt'uno con esso e si allena a "vivere" oltre il proprio corpo
all'interno dell'arma che maneggia, secondo la millenaria concezione
delle arti marziali che considerano "parti vive" le armi che vengono
maneggiate le quali si impregnano delle vibrazioni vitali di chi le
maneggia e si accordano a queste vibrazioni al punto che il praticante
le sente come parti di sé in una sorta di parasimbiosi con esse.

Poichè sono personalmente a conoscenza dell'insegnamento "ki no renma"
praticato dal M° Tada Hiroshi in questa scuola di arti marziali
giapponesi (Aikido Tada Juku) alla fine dopo aver ponderato bene la
parte significativa di quella prolissa intervista, non ho avuto grosse
difficoltà a propendere per la credibilità di fenomeni in cui la
materia entri in simpatia di vibrazione molecolare con elementi
vibratori esterni: questo fra l'altro è anche il principio della
cosiddetta magia, sia occidentale sia orientale, che studia
l'influenza del potere esercitato dall'uomo sulla materia facendola
partecipare delle proprie vibrazioni vitali, attraverso opportune
tecniche vibratorie quali ad esempio i mantra, sia di tipo sonoro sia
di tipo silente, o direttamente attraverso l'estensione della energia
vitale collegata ad un opportuno ritmo dell'atto respiratorio
(chiamato kokyu-ho nelle scuole di aikido oppure pranayama nelle
scuole di yoga).

La "logia metrica" della scienza moderna, quand'anche constatasse in
modo scientifico il verificarsi di questi fenomeni (questo della
mutazione della cristallizzazione dell'acqua non dovrebbe essere
difficile da verificare attraverso un protocollo riproducibile di
sperimentazione scientifica), resterebbe comunque a distanze
chilometriche dall'afferrarne la valenza che un fenomeno di questo
tipo ha invece nelle discipline spirituali tradizionali orientali
dove, ad esempio, è ben noto "l'effetto diapason" nel campo
relazionale fra le persone nella loro sfera di vita interiore e
l'effetto parasimbiotico che ho sopra richiamato a proposito del
maneggio delle armi nelle arti marziali orientali, dove espressioni
come "lancia (o spada) che vive" nelle mani di chi le maneggia è
espressione compresa perfettamente dai praticanti nel suo intrinseco
significato e non certo in quello letterale...

Un cordiale saluto.

Claudio Pipitone

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Autore di *Endogenesi*
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Old 04-11-08, 10:44 PM
Archeopteryx
 
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Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

> Infatti pur non potendo verificare personalmente la
> scientificità della metodologia seguita negli
> esperimenti e la veridicità del fenomeno che si
> sostiene di aver osservato, alla fine non ho potuto far
> a meno di sentirmi possibilista e propendere per una
> soggettiva sensazione di complicità nel ritenere
> possibile il verificarsi di fenomeni di questo tipo.



Don't worry about it, Claudio. Qualcuno si è dato pena di
verificare quei deliri riscontrando appunto che si
tratta di affermazioni che non possono reggere nemmeno in
via possibilista. Ci si è lavorato parecchio perché è il
"principio" su cui pretende basarsi l'omeopatia e se anche
è impossibile che l'acqua possa avere "memoria" lo stesso
si è tentato di verificare se vi fossero effetti
misurabili. Esiste una forma di organizzazione delle
molecole d'acqua su scala locale attorno a determinate
proteine, e si pensa che rivesta un ruolo fondamentale
nelle reazioni biochimiche. Questo, che è infinitamente
più stupefacente tanto più che è realtà, non impressiona
il pubblico medio e non ha comunque nulla a che vedere con
la "memoria" dell'acqua, che non c'è.

ciao!

Apx.
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Old 11-11-08, 03:46 PM
mamox
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

> Archeopteryx:
> Don't worry about it, Claudio. Qualcuno si è dato pena di
> verificare quei deliri riscontrando appunto che si
> tratta di affermazioni che non possono reggere nemmeno in
> via possibilista.
> ...
> nelle reazioni biochimiche. Questo, che è infinitamente
> più stupefacente tanto più che è realtà, non impressiona
> il pubblico medio e non ha comunque nulla a che vedere con
> la "memoria" dell'acqua, che non c'è.


non ho avuto la pazienza di Claudio, per cui parlo completamente in
astratto... ma scusa, non ha molto senso quello che dici: al massimo si
puo' dire che *con gli strumenti attualmente disponibili* non si riesce
a registrare niente del genere. Per cui, nel paradigma scientista
attualmente dominante, una tale teoria non puo' avere spazio.

Sulla possibilita' delle cose che non riesce a misurare (fosse anche
l'esistenza di maialini a pois su Plutone), la "scienza" (attualmente
dominante) non puo' che tacere. Si tratta di uno degli insegnamenti del
giovane Wittgenstein (ancora logicista, col merito pero' di esplorare i
limiti di questo limitatissimo approccio alla realta')... l'ultima
celeberrima frase del Tractatus dice proprio questo.

--
mamox / www.mamox.net
309. Qual e' il tuo scopo in filosofia?
- Indicare alla mosca la via d'uscita dalla trappola.
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Old 12-11-08, 10:29 AM
Archeopteryx
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

> non ho avuto la pazienza di Claudio, per cui parlo
> completamente in astratto... ma scusa, non ha molto
> senso quello che dici: al massimo si puo' dire che *con
> gli strumenti attualmente disponibili* non si riesce a
> registrare niente del genere. Per cui, nel paradigma
> scientista attualmente dominante, una tale teoria non
> puo' avere spazio.


Ma io ho risposto nel merito specifico. Il tizio dice che
ha messo a punto una tecnica per mostrare la memoria
dell'acqua e per sua scelta si è collocato nel contesto
del metodo scientifico. Questo implica la ripetibilità
dell'esperimento e il fatto che possano essere stabilite
delle relazioni di causa-effetto. Quei poetici e
bellissimi cristalli di ghiaccio non hanno niente a che
fare con presunte "memorie" dell'acqua. Quando la
raffreddi passa a un comportamento pià ordinato e si
cristallizza. Se è per questo esistono oltre una dozzina
di "acque" diverse a certe combinazioni di temperatura e
pressione. Ma l'organizzazione di una struttura molecolare
quando si abbassa la temperatura non è "memoria".

Questa faccenda è stata sempre il cavallo di battaglia dei
sostenitori dell'omeopatia. Purtroppo per loro, quella che
chiami "scienza dominante" - dando magari senza volere
l'idea un complotto di accademici impolverati contro gli
innovatori che si rifiutano di aderire alle regole e fanno
avanzare la vera scienza - al contrario è ansiosa di
conoscere e sono stati tentati tutti gli esperimenti
possibili. Se fosse vero quello che affermano i
sostenitori della memoria dell'acqua, ci sarebbero un
sacco di interessanti applicazioni. Non è stato possibile
dimostrare niente.

Ora il punto è questo: se il tizio avesse scritto un bel
testo di poesia, considerazioni sue, sogni, idee, lo si
sarebbe potuto apprezzare per quello che era e avresti
ragione tu: non avrebbe avuto molto senso quello che ho
detto perché avrei preteso di giudicare col metodo della
ripetibilità dell'esperimeno qualcosa che non pretendeva
essere scienza. Sono convinto io per primo che tante cose
ancora ci sfuggono, e magari potremmo un domani spiegare
fenomeni un po' strani come telepatia o altro. Ma per ora
no, quindi una cosa è la scienza, una cosa sono i
legittimi sogni e le legittime ipotesi che si possono
fare. Purché non si esibiscano foto di cristalli d'acqua
facendo passare un'idea che non sta in piedi *in* *quel*
*certo* contesto.

> Sulla possibilita' delle cose che non riesce a misurare
> (fosse anche l'esistenza di maialini a pois su
> Plutone), la "scienza" (attualmente dominante) non puo'
> che tacere. Si tratta di uno degli insegnamenti del
> giovane Wittgenstein (ancora logicista, col merito
> pero' di esplorare i limiti di questo limitatissimo
> approccio alla realta')... l'ultima celeberrima frase
> del Tractatus dice proprio questo.


Beh, Wittgenstein non ha necessariamente ragione per il
solo fatto di aver scritto delle cose. Mi sto divertendo
con un libro scritto da uno scienziato marxista, peraltro
molto interessante, in cui chiama in causa Engels e le sue
affermazioni sulla divisibilità all'infinito degli enti
fisici (particelle tanto per capirci). Forse era
un'affermazione possibile e necessaria nell'ambito del
materialismo dialettico ma che valore scientifico ha?
Assolutamente nessuno, Engels di fisica non sapeva niente.
Se si scoprisse che alla fine esistono enti che non siamo
in grado di scomporre ulteriormente? Insomma, voglio dire,
con tutto il rispetto penso che la filosofia abbia perso
(per fortuna) la sua pretesa di dire tutto su ogni cosa;
molto spesso accertamenti successivi hanno dimostrato che
era meglio che il filosofo di turno avesse taciuto. Chi
crederebbe che il mondo è formato dai quattro elementi, oggi?

ciao!

Apx.
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Old 12-11-08, 01:54 PM
mamox
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

> > mamox:
> > non ho avuto la pazienza di Claudio, per cui parlo
> > completamente in astratto... ma scusa, non ha molto
> > senso quello che dici: al massimo si puo' dire che *con
> > gli strumenti attualmente disponibili* non si riesce a
> > registrare niente del genere. Per cui, nel paradigma
> > scientista attualmente dominante, una tale teoria non
> > puo' avere spazio.


> Archeopteryx:
> Ma io ho risposto nel merito specifico. Il tizio dice che
> ha messo a punto una tecnica per mostrare la memoria
> dell'acqua e per sua scelta si è collocato nel contesto
> del metodo scientifico.


quello che dice potrebbe essere vero nonostante anche se questa pretesa
non lo fosse.

> Questo implica la ripetibilità
> dell'esperimento e il fatto che possano essere stabilite
> delle relazioni di causa-effetto.


chiaro. Ma (divago) lo sai che anche Galileo barava, vero? Hai mai
sentito parlare di Feyerabend?

> Quei poetici e
> bellissimi cristalli di ghiaccio non hanno niente a che
> fare con presunte "memorie" dell'acqua. Quando la
> raffreddi passa a un comportamento pià ordinato e si
> cristallizza. Se è per questo esistono oltre una dozzina
> di "acque" diverse a certe combinazioni di temperatura e
> pressione. Ma l'organizzazione di una struttura molecolare
> quando si abbassa la temperatura non è "memoria".


puo' darsi, non ne so niente. Temo non sia questo il punto che ti sto
contestando.

> Questa faccenda è stata sempre il cavallo di battaglia dei
> sostenitori dell'omeopatia. Purtroppo per loro, quella che
> chiami "scienza dominante" - dando magari senza volere
> l'idea un complotto di accademici impolverati contro gli
> innovatori che si rifiutano di aderire alle regole e fanno
> avanzare la vera scienza -


sono dinamiche psico-sociologiche (ed economiche) classiche di ogni
gruppo (difesa della posizione, costituzione dell'autorita', ecc.). Per
quanto riguarda gli scienzati le hanno ben descritte Kuhn da un verso,
Amstyerdamsky da altri. Pensi che uno scienziato non sia un uomo?

> al contrario è ansiosa di
> conoscere e sono stati tentati tutti gli esperimenti
> possibili.


la resistenza dei paradigmi dominanti e' abbondantemente (e
scientificamente) documentata. Basta Kuhn, per questo.

> Se fosse vero quello che affermano i
> sostenitori della memoria dell'acqua, ci sarebbero un
> sacco di interessanti applicazioni. Non è stato possibile
> dimostrare niente.


potrebbe anche essere vero qualcosa di quello che dicono, e mancargli
dei passaggi per l'applicazione. Lo ribadisco, a scanso di equivoci, mi
ha fatto talmente schifo il sito e l'inizio del video che neanche l'ho
visto, e tenderei pregiudizialmente ad essere piu' drastico di te sui
contenuti specifici. Pero', vale anche per i maghi della tv, a certe
condizioni, aldila' del buon senso personale che ce li fa ignorare,
epistemologicamente se vuoi essere rigoroso non puoi negare quasi nulla.

> Ora il punto è questo: se il tizio avesse scritto un bel
> testo di poesia, considerazioni sue, sogni, idee, lo si
> sarebbe potuto apprezzare per quello che era e avresti
> ragione tu: non avrebbe avuto molto senso quello che ho
> detto perché avrei preteso di giudicare col metodo della
> ripetibilità dell'esperimeno qualcosa che non pretendeva
> essere scienza.


mah, sostengo la scientificita' della letteratura e l'artisticita' della
scienza! (qui oltre che divagare da quanto stiamo discutendo, vado un
po' oltre Kuhn, Amsterdamsky, e temo anche Wittgenstein).

> Sono convinto io per primo che tante cose
> ancora ci sfuggono, e magari potremmo un domani spiegare
> fenomeni un po' strani come telepatia o altro. Ma per ora
> no, quindi una cosa è la scienza, una cosa sono i
> legittimi sogni e le legittime ipotesi che si possono
> fare. Purché non si esibiscano foto di cristalli d'acqua
> facendo passare un'idea che non sta in piedi *in* *quel*
> *certo* contesto.


forse non ci siamo capiti: parlo di rigore epistemologico. Nel paradigma
dominante puoi affermare alcune cose (anche se sempre e comunue
probabilisticamente, il che... vabbe' non divago troppo). Ne puoi negare
altre, altre no. Tipo la solita posizione scientista sull'esistenza di
dio (ma anche del dio col triangolo in testa esattamente come e'
disegnato in qualche fumetto)... Secondo i paradigmi attuali, con
scienza e serieta', non puoi negare alcunche'. Devi tacere, come
(definitivamente, su cio') diceva Wittgenstein.

> > Sulla possibilita' delle cose che non riesce a misurare
> > (fosse anche l'esistenza di maialini a pois su
> > Plutone), la "scienza" (attualmente dominante) non puo'
> > che tacere. Si tratta di uno degli insegnamenti del
> > giovane Wittgenstein (ancora logicista, col merito
> > pero' di esplorare i limiti di questo limitatissimo
> > approccio alla realta')... l'ultima celeberrima frase
> > del Tractatus dice proprio questo.

>
> Beh, Wittgenstein non ha necessariamente ragione per il
> solo fatto di aver scritto delle cose.


come *dimostri* la non esistenza di cio' che non puoi
percepire/misurare? Banalmente, anche dei maialini a pois su Plutone.

Wittgenstein ha ragione (per chi l'ha studiato) finche' qualcuno non
scrivera' qualcosa di piu' convincente. Allo stato attuale (delle mie
letture) non mi risulta. Se hai qualcosa da consigliare lo leggero'
volentieri.

> Mi sto divertendo
> con un libro scritto da uno scienziato marxista, peraltro
> molto interessante, in cui chiama in causa Engels e le sue
> affermazioni sulla divisibilità all'infinito degli enti
> fisici (particelle tanto per capirci). Forse era
> un'affermazione possibile e necessaria nell'ambito del
> materialismo dialettico ma che valore scientifico ha?
> Assolutamente nessuno, Engels di fisica non sapeva niente.


non rientra nel paradigma attualmente dominante, ok. Ma non puoi
*dimostrare* (col paradigma attuale) che sia falso: mi limito a
sostenere questo.

> Se si scoprisse che alla fine esistono enti che non siamo
> in grado di scomporre ulteriormente?


divago ancora: a me sembra illogico. Ma non ho pretese scientifiche.

> Insomma, voglio dire,
> con tutto il rispetto penso che la filosofia abbia perso
> (per fortuna) la sua pretesa di dire tutto su ogni cosa;


constato di continuo che con altri mezzi, per esempio ragionando di
epistemologia, di solito si e' molto superficiali. Anche a te adesso mi
pare ti sia sfuggito il punto (che puo' apparire poco rilevante... ma
invece ha implicazioni profonde. Senza arrivare al secondo Wittgenstein,
semplicemente dovrebbe perlomeno imporre anche ai logicisti seri un
rispetto diverso dal sarcasmo su cio' che non possono negare. Il
silenzio wittgensteiniano, perlomeno).

> molto spesso accertamenti successivi hanno dimostrato che
> era meglio che il filosofo di turno avesse taciuto. Chi
> crederebbe che il mondo è formato dai quattro elementi, oggi?


ma, scusa, quello che dici e' sommamente vero proprio per la scienza!
(In un certo senso non dovremmo credere a nulla, in quanto prima o poi
sara' superato). Per la filosofia, essendo molto spesso approcci alla
vita piu' che teorie del mondo (e tra le teorie del mondo abbondando le
metafore) vale molto meno. Tanto che quello che tra quelli che ho
studiato considero il maggior filosofo occidentale, quello che e'
riuscito a superare le trappole del logicismo... in pratica nelle sue
maggiori vette non fa che avvicinarsi (modernamente) agli approcci di
antichissimi filosofi orientali. Molto piu' credibile cio' rispetto a
una scienza che non fa che rivedere i suoi calcoli ogni volta che c'ha
un telescopio piu' potente!

--
mamox / www.mamox.net
309. Qual e' il tuo scopo in filosofia?
- Indicare alla mosca la via d'uscita dalla trappola.
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Old 12-11-08, 04:08 PM
Archeopteryx
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

>> Quei poetici e bellissimi cristalli di ghiaccio non
>> hanno niente a che fare con presunte "memorie"
>> dell'acqua. Quando la raffreddi passa a un
>> comportamento pià ordinato e si cristallizza. Se è
>> per questo esistono oltre una dozzina di "acque"
>> diverse a certe combinazioni di temperatura e
>> pressione. Ma l'organizzazione di una struttura
>> molecolare quando si abbassa la temperatura non è
>> "memoria".

>
> puo' darsi, non ne so niente. Temo non sia questo il
> punto che ti sto contestando.


Beh, allora il discorso finisce qui. Mi contesti una cosa
che è al di fuori del filo della discussione; io so che la
scienza non ha scoperto tutto e che quello che oggi pare
assurdo un domani potrebbe essere spiegato. Non trovo però
accettabile che si cerchi di far passare per scienza
quelle che sono opinioni. L'acqua può benissimo avere
memoria, ma chi lo afferma è tenuto a dimostrarlo e per ora
non ci è riuscito nessuno. Ed è ancora meno scientifico
esibire foto di fenomeni che hanno tutt'altra spiegazione,
questa sì del tutto "scientifica" in quanto riproducibile.
Possibile che si debba sempre deviare l'argomento di un
thread su cose che gli sono del tutto estranee?

ciao!

Apx.
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Old 12-11-08, 09:21 PM
mamox
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

> > mamox::
> > puo' darsi, non ne so niente. Temo non sia questo il
> > punto che ti sto contestando.


> Archeopteryx:
> Beh, allora il discorso finisce qui. Mi contesti una cosa
> che è al di fuori del filo della discussione;


contesto semplicemente la tua negazione di un'ipotesi, il senso di
certezza con cui l'hai detto ("neanche in via possibilista"). Puoi dire
che rispetto ai metodi attuali non regge, punto. Proprio in via
"possibilista", invece, e' piu' corretto (*proprio logicisticamente*)
tacere. Con altri approcci, non logicisti, si puo' parlare di
"complicita'" come diceva Claudio, o dire cose tipo "non mi pare
sensato"...

> io so che la
> scienza non ha scoperto tutto e che quello che oggi pare
> assurdo un domani potrebbe essere spiegato.


sai anche che quello che oggi pare certo, "oggettivo", "scientificamente
dimostrato" domani, cambiati i paradigmi, ci sembrera' ingenuo se non
ridicolo?

> Non trovo però
> accettabile che si cerchi di far passare per scienza
> quelle che sono opinioni.


definito il concetto di "scienza" (cosa comunque non banale, specie se
ci mettiamo in ambito di ricerca, di avanguardia), puoi dire cosa
rientra e cosa non in questo concetto. Lascerei perdere la parola
"opinione".

> L'acqua può benissimo avere
> memoria, ma chi lo afferma è tenuto a dimostrarlo e per ora
> non ci è riuscito nessuno.


cio' pero' non esclude, in via "possibilista", che abbia ragione il
giapponese. Lui non puo' dimostrarlo, secondo i metodi attualmente
accettati. Ma sempre secondo questi metodi, tu non puoi dimostrare che
quello che dice e' sicuramente una cazzata.

> Ed è ancora meno scientifico
> esibire foto di fenomeni che hanno tutt'altra spiegazione,
> questa sì del tutto "scientifica" in quanto riproducibile.


benissimo. Lo sai che, almeno all'inizio, Galileo barava sulle sue
conoscenze di ottica?

> Possibile che si debba sempre deviare l'argomento di un
> thread su cose che gli sono del tutto estranee?


le questioni epistemologiche non sono mai estranee alla scienza (al
contrario), tanto meno quanto si tratta di ipotesi che divergono dai
paradigmi dominanti. Il fatto che ancora non hai colto l'imprecisione di
quello che hai affermato (e proprio rispetto al paradigma dominante che
pensi di difendere!) lo conferma.

A parte questo, e a parte il gusto per la divagazione (ma nella mia
prima risposta avevo segnalato tutte le divagazioni rispetto al tema del
thread; ribadisco che il discorso epistemologico non lo e')... penso che
la piega epistemologica che ho accennato abbia molte implicazioni
inerenti al tema generale del ng.

--
mamox / www.mamox.net
309. Qual e' il tuo scopo in filosofia?
- Indicare alla mosca la via d'uscita dalla trappola.
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Old 13-11-08, 02:53 PM
Alessandro Selli
 
Posts: n/a
Default Re: Masaru Emoto e la "memoria" dell'acqua

mamox ha scritto:
>>> mamox::
>>> puo' darsi, non ne so niente. Temo non sia questo il
>>> punto che ti sto contestando.

>
>> Archeopteryx:
>> Beh, allora il discorso finisce qui. Mi contesti una cosa
>> che è al di fuori del filo della discussione;

>
> contesto semplicemente la tua negazione di un'ipotesi, il senso di
> certezza con cui l'hai detto ("neanche in via possibilista"). Puoi dire
> che rispetto ai metodi attuali non regge, punto. Proprio in via
> "possibilista", invece, e' piu' corretto (*proprio logicisticamente*)
> tacere.


No. Il fatto che un certo fenomeno non è dimostrabilmente falso e
confutato sperimentalmente non vuol dire che non se ne possa dire nulla
in proposito. Hai fatto un salto illegittimo da un'osservazione
corretta, che non è in genere dato usare termini assolutistici nella
scienza, ad un estremo rigorista che nega la possibilità del confronto,
dell'ipotesi e della sperimentazione.

Curioso come in una stessa frase difendi la libertà dell'esprimere il
"possibile" (in quanto non rigorosamente dimostrato falso) e il dover
altrimenti tacere (perché impossibile da dimostrare qualcosa
assolutamente falso).

> Con altri approcci, non logicisti, si puo' parlare di
> "complicita'" come diceva Claudio, o dire cose tipo "non mi pare
> sensato"...


Insisti molto sul logicismo, ma qui è in ballo ben di più, ossia
l'empirismo, la misurabilità, la ripetibilità a parità di condizioni, il
metodo analitico, la rappresentabilità matematica e la risultante
capacità predittiva, tutti elementi fondanti della scienza moderna.

L'articolo che ha commentato Archeo fallisce tutte queste condizioni,
che non sono solo concettuali, come il logicismo, ma anche tecnici e
pratici.

>> io so che la
>> scienza non ha scoperto tutto e che quello che oggi pare
>> assurdo un domani potrebbe essere spiegato.

>
> sai anche che quello che oggi pare certo, "oggettivo", "scientificamente
> dimostrato" domani, cambiati i paradigmi, ci sembrera' ingenuo se non
> ridicolo?


No, quello che oggi è oggettivo rimarrà oggettivo anche nel futuro,
nonostante quanto possa nel frattempo essere migliorata la descrizione
del fenomeno e cambiata la teoria di descrizione alla base dello studio
del fenomeno.

Ad esempio, la teoria della gravitazione newtoniana oggi è
decisamente superata, che non riesce nemmeno a descrivere correttamente
un fenomeno come l'orbita di Mercurio intorno al sole. Ma lo stesso le
misurazioni, le osservazioni e la formulazione che la teoria newtoniana
aveva come base, come pure le predizioni che queste permettevano di fare
sui fenomeni sui quali lui l'aveva sviluppata e applicata rimangono
ancora oggi oggettivi, non soggettivi. Il fatto che oggi si conoscano
fenomeni che non sono correttamente descritti dalla sua teoria, fenomeni
che all'epoca non erano misurabili con la precisione necessaria o
addirittura non erano proprio rilevabili, non toglie nulla
sull'oggettività delle sue osservazioni, misurazioni e descrizione
matematica del fenomeno. Che sono ancora oggi tanto buone e valide come
allora però limitatamente ai fenomeni sui quali Newton li aveva sviluppati.

>> Non trovo però
>> accettabile che si cerchi di far passare per scienza
>> quelle che sono opinioni.

>
> definito il concetto di "scienza" (cosa comunque non banale, specie se
> ci mettiamo in ambito di ricerca, di avanguardia), puoi dire cosa rientra e cosa non in questo concetto.


È presto fatto: sono oggetto di ricerca scientifica quei fenomeni che
sono misurabili, descrivibili secondo il linguaggio matematico e
ripetibili a parità di condizioni ambientali. In breve, quello che può
essere descritto oggettivamente e non solamente secondo parametri
soggettivi e arbitrari.
Da questa definizione fondamentale deriva la necessaria capacità di
predire l'evoluzione futura di un sistema fisico, almeno in senso
stocastico.

> Lascerei perdere la parola "opinione".


Ma invece è proprio questo il punto: si sta spacciando un'opinione (o
un parametro di giudizio soggettivo) come altrettanto valido quanto un
parametro oggettivo secondo quanto scritto sopra riguardo quello che
costituisce un oggetto di ricerca scientifica.

>> L'acqua può benissimo avere
>> memoria, ma chi lo afferma è tenuto a dimostrarlo e per ora
>> non ci è riuscito nessuno.

>
> cio' pero' non esclude, in via "possibilista", che abbia ragione il
> giapponese.


L'assenza di una prova contraria non costituisce una prova
scientifica di autenticità di una valutazione soggettiva. Chi propone
una teoria, una descrizione o un modello matematico, è tenuto a
dimostrare la sua validità oggettiva secondo quanto delineato sopra.
Altrimenti, pur essendo certamente libero di esporre le sue idee ove
ritenga opportuno, non può però pretendere di far passare le sue tesi
come scientifiche.

> Lui non puo' dimostrarlo, secondo i metodi attualmente
> accettati. Ma sempre secondo questi metodi, tu non puoi dimostrare che
> quello che dice e' sicuramente una cazzata.


Come sopra: sta al propositore di una teoria dimostrarne la validità,
non a chi ne contesta la validità dimostrarne l'invalidità.

Tu mi sai dimostrare scientificamente l'inesistenza della palla
superrimbalzosa di ipercaucciù ultraelastico dinamicamente
megamplificante che al suono della nona di Beethoven si mette a
rimbalzare acquistando tanta energia dal poter raggiungere la superficie
della luna? No? E allora non mi puoi contestare la prova "scientifica"
della sue esistenza. Giusto?

>> Ed è ancora meno scientifico
>> esibire foto di fenomeni che hanno tutt'altra spiegazione,
>> questa sì del tutto "scientifica" in quanto riproducibile.

>
> benissimo. Lo sai che, almeno all'inizio, Galileo barava sulle sue
> conoscenze di ottica?


Il che dimostrerebbe che cosa riguardo a cosa sia o non sia oggetto
di investigazione scientifica?

>> Possibile che si debba sempre deviare l'argomento di un
>> thread su cose che gli sono del tutto estranee?

>
> le questioni epistemologiche non sono mai estranee alla scienza (al
> contrario),


Ma le bufale si. Non è attribuendo arbitrariamente ad una tesi
l'appellativo di "epistemologia" piuttosto di "fantasia" che la si rende
scientificamente valida.

> tanto meno quanto si tratta di ipotesi che divergono dai
> paradigmi dominanti.


Invece soprattutto in questo caso è doverosa la stretta aderenza ai
criteri generali di scientificità elencati in alto. Mentre i
cambiamenti di paradigma nella scienza certamente esistono e si sono più
volte verificati, i fatti sperimentalmente oggetto di uno studio non
soggettivo e non arbitrario che riescono, nonostante il loro esulare
dagli schemi attualmente accettati dalla comunità scientifica
internazionale, a dimostrarsi misurabili, accuratamente descritti
matematicamente, verificabili in opportune prove di laboratorio,
ripetibili e prevedibili sono rari, mentre le "bufale" (dettate o no che
siano dalla buona fede o dall'illusione se non dall'intento di frode)
sono molto più frequenti.
Una nuova teoria scientifica può comportare un cambio di paradigma se
ciò è non solo possibile, ma anche necessario, perché tale cambiamento
non solo non arreca danno alla presente capacità di descrivere quanto
già noto, studiato e misurato, ma permette di fare la stessa con uguale
se non maggiore precisione sugli stessi fenomeni e/o su fenomeni che non
lo erano prima. La teoria della "memoria dell'acqua" non ricade in tale
casistica di ipotesi.

> Il fatto che ancora non hai colto l'imprecisione di
> quello che hai affermato (e proprio rispetto al paradigma dominante che
> pensi di difendere!) lo conferma.


Non esiste alcuna imprecisione metodologica in quanto ha affermato
Archeo.

> A parte questo, e a parte il gusto per la divagazione (ma nella mia
> prima risposta avevo segnalato tutte le divagazioni rispetto al tema del
> thread; ribadisco che il discorso epistemologico non lo e')...


La discussione ha esulato l'epistemologia, infatti. Ci si è
afferrati a questo concetto in modo arbitrario e improprio solamente con
lo scopo di diluire il concetto di scientificità in qualcosa di più
astratto e filosofico, in modo da farci rientrare una tesi che non è né
scientifica né epistemologica, quella della "memoria dell'acqua".

> penso che
> la piega epistemologica che ho accennato abbia molte implicazioni
> inerenti al tema generale del ng.


Non trovo.

Ciao,

--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
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