Il giorno Wed, 3 Dec 2008 06:33:06 -0800 (PST), Phillip
<phillip.ernest@utoronto.ca> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.orientale:
>On 1 Dic, 14:27, endogenesi <endogen...@x-xclaudiopipitone.it> wrote:
>
>> Il terrorismo è dunque in questo caso lo strumento di guerra "povero"
>> che questa parte del mondo può permettersi per condurre la propria
>> guerra di rivendicazione della propria autonomia rispetto
>> "all'ombelico del mondo" ed anche la propria guerra espansionistica
>> della propria cultura e religione,
>
>Ma questo sarebbe vero solo della civilta' islamica. Non e' nel mondo
>moderno un gran paese piu' povero dell'India, ma la maggioranza indu'
>non e' mai stata veramente ispirata da un'idea di una guerra religiosa
>contro l'occidente. Si' si', lo Swami Vivekananda, lo Shri Aravinda,
>il Gandhi, e tanti altri, hanno parlato di una superiorita culturale
>dell'India, anche, nel caso dello Swami, di una campagna di propaganda
>e conversione contro l'ovest materialista. Ma non e' stata nascita
>mai un jihad hindu contro l'ovest, alle cui mani questo paese ha
>sofferto non meno danno che gli altri paesi orientali.
D'accordo, Philip, la matrice islamica è effettivamente prevalente in
questo momento storico, probabilmente perchè stanno venendo al pettine
i nodi di decenni di malsani rapporti fra il mondo occidentale avido
del petrolio che sta nel sottosuolo dei paesi islamici ed i paesi
islamici stessi che hanno vissuto questi rapporti commerciali con
l'occidente anche sotto forma di ingerenza nella loro sfera culturale,
politica ed in modo surrettizio anche religiosa...
Il culmine di questo stato di cose si è visto chiaramente con
l'abbattimento del regime di Saddam Hussein, epilogo di questa serie
di condizionamenti: è stato in occasione di questo evento che è
avvenuta la svolta decisiva ed epocale che ha portato ad un
"sentiment"di non ulteriore disponibilità di questi paesi verso il
mondo occidentale.
Si è visto benissimo, in modo lapalissiano anche nelle cronache
televisive, che nell'occasione della "liberazione" dell'Iraq, quando i
militari americani erano appena entrati in Bagdad, i sacerdoti
islamici immediatamente ed in modo unanime e corale presero ad
istigare il popolo contro i militari americani e gli U.S.A. dipingendo
fin da subito le forze occidentali ed americane di liberazione dal
regime di Saddam come forze di "invasione", salendo su pulpiti anche
improvvisati, talvolta solo su dei cumuli di macerie per strada,
arringando il popolo che non sapeva ancora verso quale opinione
orientarsi, ancor prima che i militari iniziassero ad assumere il
controllo del territorio.
IMVHO è stata fin troppo palese l'intenzione del clero islamico, che
sappiamo avere fortissima vocazione alla formazione di stati etici, di
approfittare della liberazione dell'Iraq per riappropriarsi non solo
di quel territorio, ma per avviare da quel territorio e da
quell'evento un processo più generale di riconversione dei rapporti
fra i popoli islamici con gli occidentali e gli americani.
Non per nulla l'Iraq fu una delle due sedi principali del focolaio del
terrorismo islamico, che si è congiunto nei fatti e negli intenti
all'Afganistan.
Sono d'accordo quindi con te, Philip, sull'attuale prevalenza della
matrice islamica per quanto concerne il terrorismo internazionale.
Purtroppo però sappiamo che laddove esistono situazioni di eccessiva
ingerenza nelle politiche locali e nazionali, prima o poi si manifesta
la rivolta armata di coloro che, a causa della condizione di povertà
della loro economia conseguente alla loro povera capacità produttiva,
sono succubi di politiche straniere.
Lo stesso fenomeno avviene anche per popoli succubi di governati che
li costringono alla povertà a causa delle loro incapacità di governare
per il benessere del loro popolo congiunte alle loro arroganze di
potere, però per queste situazioni le responsabilità sono tutte
interne alle rispettive nazioni mentre in tutti i casi di ingerenze
dall'esterno le responsabilità sono di chi esercita tali influenze per
il proprio interesse e tornaconto: prima o poi arriva sempre il conto
da pagare per questo tornaconto ricavato speculando sulle situazioni
locali.
Ma per tornare all'India, IMVHO esiste in quel paese una combinazione
di effetti di eccessiva ingerenza straniera già subita negli anni
passati da parte inglese e comunque occidentale, a cui va sommata una
strisciante situazione di insoddisfazione verso il modo con cui è
gestito il paese ancora fortemente e forse eccessivamente condizionato
nella propria sfera culturale e religiosa dai rapporti economici che
necessariamente l'India intrattiene con il mondo occidentale che è
comunque portatore di un certo benessere economico e produttivo che
l'India di per sè stessa non sarebbe stata capace di sviluppare senza
questa influenza dei rapporti commerciali con l'occidente.
Lo stesso vale per il Tibet, che si trova oggi nella situazione in cui
si trovava l'India quando era sotto la dominazione inglese e che prima
o poi dovrà ricalcare passi analoghi...
Perciò non illudiamoci: il terrorismo di matrice culturale, politica e
religiosa islamica è ormai attuale, ma rischiamo di far diventare
attuali prima o poi anche altre matrici religiose, politiche e
culturali, se la cosiddetta "civiltà occidentale" non si libera un pò
della sua supponenza derivante dalla convinzione di rappresentare il
miglior modello di matrice culturale, politica e religiosa, l'unico
degno di essere imitato e quindi si autolegittimi alla sua
esportazione nel mondo.
Ma IMVHO non illudiamoci neppure che il mondo cessi di evolversi (e
tutto sommato di migliorarsi) attraverso la spirale del continuo
susseguirsi di serie di crisi successive dei propri temporanei
equilibri che sboccano nel superamento dei propri errori
comportamentali dovuti alla vocazione espansionistica della natura
del'uomo stesso, così come tutto sommato è sempre accaduto: la storia
ci insegna che questi errori sono persino in parte salutari ed alla
fin fine migliorativi degli status quo che man mano si vengono a
determinare, così come le situazioni dei popoli sono migliorate
attraverso i vari imperi del passato (da carlo Magno all'impero Romano
e persino dai tentati imperi come il terzo reich, tanto per guardare
in occidente ed in casa nostra...) e le loro cadute o disfatte, perchè
come dice il saggio motto popolare "non tutto il male vien per
nuocere" e purtroppo questo è il destino dell'uomo, quello di imparare
e di crescere attraverso i propri errori...
Claudio Pipitone
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Autore di *Endogenesi*
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