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Old 21-07-08, 12:22 PM
.sergio.
 
Posts: n/a
Default Re: l'antifascista Schuster

federicolombo@gmail.com ha scritto:

> On 15 Lug, 10:52, senzanome2...@yahoo.it (.sergio.) wrote:
> > giacomo ha scritto:
> >
> >
> >
> > > ".sergio." <senzanome2...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
> > >news:2dfc1ed3-eddf-4497-baf3-245f479bf78e@z72g2000hsb.googlegroups.com...
> > > > On 14 Lug, 15:23, "giacomo" <idamaria.cerinoze...@fastwebnet.it>
> > > > wrote:

> >
> > > >> > Quali sono le dichiarazioni pubbliche di antifascismo di Schuster?

> >
> > > >> > Sergio

> >
> > > >> .
> > > >> per completezza, e visto che non tutti gli utenti di ICSMod lo sono

anche
> > > >> di
> > > >> ICS, va detto che l'argomento è stato ampiamente affrontato su ICS

tanto
> > > >> da
> > > >> .sergio quanto dai suoi interlocutori

> >
> > > > solo che su ICS queste famose dichiarazioni contro il fascismo di
> > > > Schuster non si sono viste.
> > > Trovo corretto far sapere che ci sono state delle risposte...

> >
> > infatti, mica ho detto che le risposte non ci sono state.
> > E' che sono state o assolutamente insoddisfacenti o inverosimili come
> > quella del "schuster salvatore di milioni di persone"
> >


> Trovo inutile discutere di un medesimo argomento su 4 threads in 2 Ng,


se lo trovi inutile perche' sei intervenuto? Se avevi qualcosa da dire di
interessante su Schuster l'avresti postata qui in un ng moderato. Ma
evidentemente... <g>



> Io
> stesso, ed anche un altro utente le ha già postate.


peccato che quanto postato non dica e dimostri nulla sul presunto
antifascismo di Schuster che alcuni cercano di spacciare su altri ng.


Approfitto del tuo post per aggiungere altri seri elementi al thread, se
permetti.

1)
In "Nazista sotto la tonaca. I documenti gettano nuova luce sul
monsignore, considerato salvatore di ebrei ed eroe della resistenza" -
Di Gianni Corbi, La Repubblica, 13 luglio 2000 si legge :


"il cardinale Ildefonso Schuster, nella fase finale della guerra, si
dava da fare per trasferire per conto dei nazisti grosse somme di denaro
tra Roma e Milano. Le rivelazioni sul cardinale Schuster non sorprendono.
La sua simpatia per il fascismo è documentata da tempo. Una consonanza
con i gerarchi del regime che durò fino agli ultimi giorni della
Repubblica di Salò. Fu lui a organizzare l'incontro nell'arcivescovado -
il 25 aprile del 1945 - tra Mussolini che cercava una via di scampo e i
rappresentanti del Cln che esigevano invece la resa senza condizioni."


2)
Discorso pronunciato dal card. Schuster, nella cattedrale di Milano,
per la celebrazione della marcia su Roma (quando già la SdN [Società
delle Nazioni] aveva deciso le sanzioni) di quel "28 ottobre 1922
[che] ha aperto un nuovo capitolo nella storia della Penisola, anzi
nella storia della Chiesa cattolica in Italia":


"Questa mattina, in Duomo, voi avete voluto abbinare la solennità dei
Santi Apostoli Simone e Taddeo con il XIII anniversario della Marcia
su Roma - disse l'Eminentissimo -. Questo non è punto mescolare il
sacro con il profano: ma è proprio un fare una sana filosofia della
storia; o meglio fare opera di fede, sollevando gli eventi della vita
nazionale ad una più alta visione, nella luce di quella Provvidenza
Divina che coordina i fatti e li dirige al nostro migliore bene".
...
"Cooperiamo con Dio in questa missione nazionale e cattolica di bene,
soprattutto in questo momento in cui, sui campi di Etiopia, il
vessillo d'Italia reca il trionfo della Croce di Cristo, spezza le
catene agli schiavi, spiana le strade ai missionari del Vangelo [...].
Pace e protezione all'esercito valoroso che, in obbedienza intrepida
al comando della Patria, a prezzo di sangue, apre le porte di Etiopia
alla fede, cattolica e alla civiltà romana".


3)
26 febbraio 1937, una settimana dopo le rappresaglie italiane in
Etiopia a seguito dell'attentato contro il gen. Graziani.
Discorso del card. Schuster nel Castello sforzesco di Milano, davanti
al duca di Bergamo ed alle autorità civili e militari,
all'inaugurazione della Scuola di Mistica Fascista: "Le condizioni di
Roma dopo gli Idi di marzo possono paragonarsi alle disastrose
condizioni d'Italia dopo Caporetto. Ma come la Divina Mens inviò
Ottaviano, così anche in Italia sorse l'Uomo provvidenziale, l'Uomo di
genio, il quale salvò lo Stato e fondò l'Impero [--] la storia ha dei
meravigliosi ricorsi. Dopo 16 secoli, ecco un'altra marcia su Roma ed
ecco un altro editto di pace religiosa. Dio ha voluto dare anche al
Duce un premio che riavvicina la sua figura storica agli spiriti magni
di Costantino e di Augusto, recingendo, per opera di Benito Mussolini,
Roma e il Re di un nuovo ripullulante lauro imperiale della pax
romana".
...
"Frattanto la Città Eterna prosegue la sua duplice missione di civiltà
e di religione, e mentre l'Augusto Pontefice Pio XI spedisce
missionari fino agli ultimi confini del mondo a predicare Gesù Cristo
Salvatore Universale, le legioni italiane, rivendicano l'Etiopia alla
civiltà, e, bandendone la schiavitù e la barbarie, vogliono assicurare
a quei popoli e all'intero civile consorzio il duplice vantaggio della
cultura imperiale e della Fede cattolica, nella comune cittadinanza
romana. Di quella Roma onde Cristo è romano".


4)
25 aprile 1937: "A Benito Mussolini dico: Gesù Cristo, figlio di Dio
Salvatore, ha accordato un premio che riavvicina la sua figura storica
agli spiriti magni di Augusto e Costantino. Dopo la marcia su Roma, e
dopo la convenzione del Laterano che ha ridato l'Italia a Dio e Dio
all'Italia, Dio ha risposto dal cielo, ricingendo per opera del duce,
ricingendo, dico, Roma e il Re in un ripullulante lauro imperiale
nella Pax Romana".


5)
"Gesù, Re dei popoli - dona anni lunghi e vittoriosi - a Benito
Mussolini, splendore dell'epoca sua": Epigrafe a caratteri dorati
posta nel Duomo dal cardinale Schuster.


6)
Non solo gli stessi fascisti consideravano l'arcivescovo di Milano "il
vero federale di Milano" invece di quello nominale, Rino Parenti; ma
lo stesso giornale della Curia arcivescovile, il quotidiano "Italia",
nel 1939, celebrando il decennio dell'assunzione della diocesi da
parte del porporato, aveva sottolineato come "anche nel campo civile
il cardinale Schuster ha dato prova non dubbia dell'esatta percezione
dei bisogni dell'ora, svolgendo una preziosa opera di
fiancheggiamento, i cui benefici risultati non è chi non veda e non
apprezzi".


7)
come non ricordare poi le esortazioni di Schuster a non scioperare contro
il regime nei primi mesi del 1943 quando gli operai nel Nord rischiavano
la vita nello scioperare contro il regime e la guerra catastrofica in cui
aveva trascinato il Paese?

da http://www.fondazionecipriani.it :
Il 3 agosto 1943 l'ambasciatore tedesco presso il Vaticano invia al
ministero degli Esteri a Berlino il resoconto dei due discorsi tenuti,
rispettivamente, da Pio XII e dal cardinale di Milano Idelfonso
Schuster, il 13 giugno e nel marzo precedenti, ai fedeli. Il Papa aveva
invitato i lavoratori a non prestare fede ai "falsi profeti della
rivoluzione sociale", condannando implicitamente gli scioperi del marzo
1943 quando gli operai avevano presentato "clamorosamente e con moti
inconsulti le loro rivendicazioni".
Più esplicito, il cardinale di Milano aveva affermato:
"Diciamo ai nostri diletti figli di stare bene
in guardia e di non lasciarsi ingannare dagli emissari dell'ateismo,
ricordando ancor troppo bene ciò che il bolscevismo ha fatto in
Russia, in Ungheria, in Ispagna e dovunque è riuscito, anche per breve
tempo, ad impadronirsi del potere. Questo dal punto di vista religioso.
Ma anche politicamente l'Italia non ha bisogno di togliere a imprestito da
altri popoli e da altre civiltà la sua fede ed il suo assetto sociale".



Se tutto questo fa di Schuster un antifascista...

Sergio



--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Old 22-07-08, 08:31 PM
Arturo
 
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Default Re: l'antifascista Schuster

Pur dichiarandomi non in grado di esprimere un giudizio a ragion veduta
su Schuster, mi sembra utile ricordare questa testimonianza che nessuno
ha ancora citato:

"Rievoco il volto scarno, affilato, cereo, da santo, di Schuster,
dinnanzi al quale mai, nei molti colloqui, potei rattenere un senso di
ammirazione, misto al disgusto. Gli è che, sotto quella pelle d'avorio
vecchio, mi pareva di avvertire la tensione d'una fisionomia voluta:
sempre queli occhi acquosi sogguardavano l'effetto prodotto
sull'interlocutore. E la voce, una voce tenuta ad arte sui mezzi toni. A
volta a volta, "fascistissimo" e all'opposizione, egli aveva tessuto nei
dieci anni milanesi la sua trama sottile di alibi, da far valere per
ogni occasione possibile". (G. Bottai, Diario 1944-1948, Milano,
Rizzoli, 1999, pagg. 395-96).

Saluti,
Arturo
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