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11-09-08, 11:15 PM
| | | Berlinguer e (gli altr)i partiti
In una nota intervista del 1981, Berlinguer dice che i partiti sono
diventati macchine di potere e di clientela, che hanno occupato tutti
gli enti pubblici, a qualsiasi livello.
Cita i vari "boss" democristiani, "ma per i socialisti, più o meno, è lo
stesso e per i socialdemocratici peggio ancora...".
Mentre nella retorica anticomunista è cosa nota ed ovvia come sia stato
anche il PCI, certo insieme a democristiani e socialisti, ad occupare le
amministrazioni locali ed in particolare la cultura.
La mia domanda è: come poteva sottrarre il PCI da questo discorso?
E' un po' come se oggi Berlusconi, Veltroni o praticamente chiunque
altro seduto in parlamento, dicesse quelle cose: la gente non crederebbe
né all'uno, né all'altro, non potrebbe credergli, perché gli enti locali
ed i media (e dunque la "cultura") sono oggi occupati essenzialmente da
loro, e l'antipolitica contro tali affaristi pervade il pensiero comune.
Si dice che Berlinguer era una brava persona, uno onesto.
Non lo metto in dubbio, né m'interessa. Ma come poteva dire quelle cose
sui partiti, avendo tra l'altro forse il partito strutturalmente più
efficiente tra tutti, per quanto riguardava la gestione del potere?
Non so se mi sono spiegato.
Saluti, Maurizio | |

12-09-08, 09:47 AM
| | | Re: Berlinguer e (gli altr)i partiti Maurizio S. <maurice@esse.it> wrote:
> In una nota intervista del 1981, Berlinguer dice che i partiti sono
> diventati macchine di potere e di clientela, che hanno occupato tutti
> gli enti pubblici, a qualsiasi livello.
>
> Cita i vari "boss" democristiani, "ma per i socialisti, più o meno, è lo
> stesso e per i socialdemocratici peggio ancora...".
>
> Mentre nella retorica anticomunista è cosa nota ed ovvia come sia stato
> anche il PCI, certo insieme a democristiani e socialisti, ad occupare le
> amministrazioni locali ed in particolare la cultura.
>
> La mia domanda è: come poteva sottrarre il PCI da questo discorso?
il fenomeno di occupazione dello Stato, dell'amministrazione, degli enti
locali, dei servizi sociali, poi addirittura di parti dell'economia
privata da parte di gruppi partitici si è sviluppato progressivamente.
Berlinguer percepiva che si era ormai arrivati ad una svolta, che la
zavorra partitica rischiava di trascinare la società italiana verso
un'inarrestabile depressione (come effettivamente poi è accaduto) e
ritenne che fosse compito del maggior partito di opposizione contrastare
questa degenerazione. È una sciagura per l'intera società italiana che
il suo tentativo sia fallito.
> Si dice che Berlinguer era una brava persona, uno onesto.
> Non lo metto in dubbio, né m'interessa. Ma come poteva dire quelle cose
> sui partiti, avendo tra l'altro forse il partito strutturalmente più
> efficiente tra tutti, per quanto riguardava la gestione del potere?
l'efficienza dell' "apparato" del PCI è, in gran parte, un mito, come si
è visto negli anni successivi. La forza del partito era nella grande
massa di militanti che credevano in quell'idea. Una prima botta si ebbe
con il '68, che creò nell'opinione pubblica di sinistra un distacco
verso un partito ormai percepito come "vecchio"; vi fu poi il crollo del
sistema sovietico, da cui il PCI si era ormai distaccato da tempo, ma
senza saper elaborare con chiarezza una visione alternativa. Finita la
vecchia generazione di militanti, dell' "apparato" non è rimasta
traccia.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor. http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it http://www.lacabalesta.it http://blog.ilpugnonellocchio.it | | | Try the foonews Toolbar!!! | |

13-09-08, 02:49 PM
| | | Re: Berlinguer e (gli altr)i partiti "Maurizio Pistone" <ha scritto nel messaggio ...
>> Si dice che Berlinguer era una brava persona, uno onesto.
>> Non lo metto in dubbio, né m'interessa. Ma come poteva dire quelle cose
>> sui partiti, avendo tra l'altro forse il partito strutturalmente più
>> efficiente tra tutti, per quanto riguardava la gestione del potere?
>
> l'efficienza dell' "apparato" del PCI è, in gran parte, un mito, come si
> è visto negli anni successivi. La forza del partito era nella grande
> massa di militanti che credevano in quell'idea. Una prima botta si ebbe
> con il '68, che creò nell'opinione pubblica di sinistra un distacco
> verso un partito ormai percepito come "vecchio"; vi fu poi il crollo del
> sistema sovietico, da cui il PCI si era ormai distaccato da tempo, ma
> senza saper elaborare con chiarezza una visione alternativa. Finita la
> vecchia generazione di militanti, dell' "apparato" non è rimasta
> traccia.
Sì. La tendenza alla smobilitazione ha il suo avvio storico al IX congresso
nel 1960 quando, forse complice la nuova realtà economica, il PCI diventa un
partito sempre più elettorale (aumentano i voti ma calano gli iscritti).
Ciao
OndaMax | |

15-09-08, 03:49 PM
| | | Re: Berlinguer e (gli altr)i partiti
"Maurizio S." ha scritto
> In una nota intervista del 1981, Berlinguer dice che i partiti sono
> diventati macchine di potere e di clientela, che hanno occupato tutti
> gli enti pubblici, a qualsiasi livello.
>
> Cita i vari "boss" democristiani, "ma per i socialisti, più o meno, è lo
> stesso e per i socialdemocratici peggio ancora...".
>
>
>
> Si dice che Berlinguer era una brava persona, uno onesto.
> Non lo metto in dubbio, né m'interessa. Ma come poteva dire quelle cose
> sui partiti, avendo tra l'altro forse il partito strutturalmente più
> efficiente tra tutti, per quanto riguardava la gestione del potere?
>
> Non so se mi sono spiegato.
>
> Saluti, Maurizio
Vediamola sotto una prospettiva appena diversa. Nel '76 il PCI perse la
grande occasione: il "Turatevi il naso ma votate DC" di Montanelli contribuì
ad attribuire alla DC il 36% dei voti ed al PCI il 31-32% (vado a memoria
vissuta). Occasione unica ed irripetibile, perché erano già avvenuti i
grandi "antiscioperi" di Torino della cosiddetta maggioranza silenziosa e le
basi sindacali perdevano peso politico nel Nord. Il centro-sinistra aveva in
mano le strutture clientelari dello Stato e della politica italiani, ma, con
grave miopia, aveva lasciato campo libero alla sinistra nell'Università,
Scuole superiori e nella Magistratura, la quale, con Magistratura
Democratica, aveva ormai sotto controllo la stragrande maggioranza dei
tribunali del Paese. Il problema per il PCI nel 1981 era che il PCUS aveva
ormai stretto i cordoni della borsa: in pratica, Berlinguer,
trasversalmente, ma neanche tanto, mandava a dire che doveva esserci una
fetta di torta economica anche per il suo partito. Gli venne concessa, a
livello di Enti Locali, e seguirono lunghi anni di relativa pace politica e
sociale (ricordiamoci le leggi economiche antinflattive di quegli anni che
penalizzarono la classe operaia senza significativi trambusti sindacali).
Brava persona, ma animale politico non diverso dai suoi simili.
Saluti a te.
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