"luciano buggio" <buggiol@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:c22c4r$k6m$1@news.newsland.it...
.....
| Altre informazioni, rispetto a quella scarna della sferetta o del punto,
| sull'oggetto che si comporta, non sarebbero ancora la risposta alla
| domanda di Dinelli "Che cos'è?" ma ulteriori, più accurate "descrizioni
| del comportamento*, come avviene quando uscimo dallo schematismi della
| sfera per parlare dei suoi accidenti superficiali, di oceani e vulcani.
| E' chiaro che la domanda di Dinelli non voleva essere metafisica.
| Semplicemente Dinelli avrebbe da dire su quel "soddisfacente" che tu usi
| nella tua risposta qui: non è soddisfatto (cme me) della descrizione che
| la scienza oggi fa dei dei comportamenti, perchè i .
| comportamenti descritti non sono riferiti ad altri comportamenti "più
| elementari": l'elettrone appare un'entità miracolosa che (come è avvenuto
| alla fine dell'800 ed anche ai priomi del 900) meriterebe attribuzioni di
| spiriturtalità (mi pare tra l'altro che la culura dilagante della New Age
| si stia riavvicinando a queste posizioni, grazie anche ai paradossi della
| MQ)
(ecc
il discorso è complesso e semplice al tempo stesso.
Noi, per descrivere il mondo nei suoi vari aspetti,
usiamo il linguaggio, ovvero il pensiero che si concretizza
in linguaggi (sistemi di segni e di suoni) particolari.
La stessa frase, lo stesso concetto, puo' essere espresso
in migliaia di lingue (sistemi coerenti di segni)
che però esprimono lo stesso significato.
Oggi la mia casa è fredda
Today my house is colt
eccetera
eccetera
eccetera
Di tutte le lingue particolari esistenti ed esistite e che esisteranno
nessuna è quella generale, sono tutte particolari e contingenti,
e però quel significato espresso è sempre lo stesso in tutte le lingue.
Quindi il pensiero è più generale della lingua contingente che lo esprime.
E i concetti sono più generali delle parole particolari o dei segni
grafici che li esprimono.
Evidentemente già un certo segno grafico si avvicina più all'idea,
come avviene nelle scritture ideografiche,
come lo sono anche quei disegni che si mettono accanto alle indicazioni
linguistiche dei cartelli stradali.
Piscina ..... SEGNO (meglio dire DISEGNO STILIZZATO)
Stazione.... SEGNO
eccetera
Oggi... che segno gli diamo?
La piscina la posso disegnare, più o meno,
ma OGGI con che DISEGNO lo rappresento?
E' chiaro che anche nelle scritture ideografiche
moltissimi concetti hanno bisogno di una CONVENZIONE COLLETTIVA.
Oggi decidiamo di indicarlo con questo segno.
Domani con quest'altro.
Eccetera.
Andare e venire
con che segni li indichiamo?
Si assomigliano come significato...
un uomo diretto verso destra potrebbe (per convenzione) indicare andare,
e rivolto verso sinistra indicherà, per convenzione, venire.
Eccetera.
Fatto sta che tutti gli esseri umani hanno chiaro la
differenza fra andare e venire, fra partire e tornare,
ma magiare e digerire, eccetera eccetera.
Ma nessun linguaggio particolare potrà mai esprimere direttamente
la generalità del pensiero, costante e quasi invariabile nei secoli.
Se io dico, adesso in italiano, perché i segni che userà
sono tradotti in concetti generali da chi CONOSCE l'italiano,
le seguenti proposizioni (semplici o complesse):
Oggi mi sono svegliato male.
Il treno, come al solito, è in ritardo.
La pioggia, oggi, è mista a sabbia.
Il temporale che vediamo e sentiamo è lontano (da noi)
perche' c'è molta distanza temporale fra lampi e tuoni.
La mia gatta, ieri, ha partorito cinque gattini,
tre maschi e due femmine.
Eccetera.
Tutte queste frasi sono capite da chi conosce l'italiano,
ovvero i segni grafici sono tradotti in suoni, parole,
e queste scatenano automaticamente vari significati,
nonchè la loro unione.
Se però parlo a un bambino di tre anni, questo mi potrà chiedere:
cos'è un tuono?
cosa vuol dire partorire?
come fa la pioggia ad essere mista a sabbia?
eccetera.
Crescendo imparerà molti significati (sempre più complessi)
ad esempio ontologia, epistemologia, etica, antropologia,
elettricità, atomi, elettroni (!) protoni (!) quark...
spin... eccetera.
Tutte le volte che in un frase (che serve a un uomo
per COMUNICARE ad altri certi concetti, ma anche per
COMUNICARLI A SE' STESSO, a meno che non voglia barare)
c'è bisogno che tutte le parole presenti nella frase
abbiano un significato, ovvero che gli sia stato dato, per convenzione sociale.
Se un segno grafico, corrispondete a un suono,
non è collegato (socialmente parlando) a un significato
esterno al segno e al suono, esso NON E' UNA PAROLA.
Infatti PAROLA non è un semplice segno o suono,
ma un segno o suono al quale, PER CONVENZIONE,
una pluralità di soggetti pensati, HA COLLEGATO
un certo elemento diverso da quel segno o quel suono.
Se manca questo collegamente non abbiamo una PAROLA,
ma un semplice segno o suono, assolutamente privo di
SIGNIFICATO (riferimento) esterno a se' stesso.
La frase L'ELETTRONE HA UNO SPIN
è una frase come tutte le altre, e per significare qualcosa
nel suo insieme occorre che tutti i suoi componenti abbiano
significato in se' stesso. Dunque occorre in particolare
che il segno grafico, al quale corrisponde un suono,
ELETTRONE, abbia un riferimento sempantico esterno,
altrimento è un puro segno grafico o sonoro, e non
significa niente, e dunque noi dicendo che lo spin
appartiene a cosa... a niente... perché non abbiamo
definito cosa signicia il segno grafico elettrone.
Ugualmente, se neghiamo che spin significa rotazione,
equivalente a quella di una trottola, della terra,
e di tante altre cose che ruotano su se' stesse,
e NGHIAMO questo significato, dovremo necessariamente
dire (con molta chiarezza) qual'è il riferimento esterno
del segno-suono SPIN, altrimenti il segno-suono rimane
puro e semplice e mero SEGNO-SUONO, e non diventa parola,
e non esprime nessun concetto.
Se dunque ai segni-suono ELETTRONE e SPIN
non assegnamo, per convenzione collettiva,
UN E UN SOLO BEN PRECISO SIGNIFICATO ESTERNO,
veniamo ad avere due segni-suoni completamente inespressivi,
vuoti di riferimenti esterni, vuoti di significato.
A questo punto al serie di segni-suoni
L' ELETTRONE HA UNO SPIN
sarà chiara solo nell'articolo LO
nel verbo HA e nell'aggettivo UNO.
Per il resto manca di significati (in quanto non ne sono stati dati)
e nel completto dunque non esprime nessun significato.
E' dunque inevitabile, anche se molti vorrebbero negarlo,
che a questi livelli la fisica non puo' che diventare
linguaggio, analisi del linguaggio, e sottostare alle regole
del linguaggio. Dunque è impossibile soprassedere sulla questione
del significato CHIARO E UNIVOCO dei segni-suono
ELETTRONE e SPIN.
E' giocoforza.
Non c'incastra niente la metafisica.
Non c'incastra niente la differenza fra il *come* e il *perchè*.
Non c'incastra niente il voler vedere dei polemici
(nemici della scienza) coloro che chiedono solo di
abbinare un riferimento esterno chiaro e preciso
ai segni grafici e ai suoni ELETTRONE E SPIN.
E' solo una questione di linguaggio,
e la fisica di certo non potrà essere così arrogante
da voler comunicare col linguaggio senza seguire le sue regole.
Spero di essere stato chiaro.
Non c'è volonta' di polemica, solo di chiarezza.
Angelo Dinelli